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Sicurezza Alimentare
Pomodori: si dimezza l'import dalla Cina
L'importazione dalla Cina di pomodori concentrati si è ridotta del 40%
© HELPCONSUMATORI.it - Pubblicata il 23.03.07
L'importazione di pomodoro conservato dalla Cina è passato
dai 98 milioni di chilogrammi nel 2005 ai 58,5 milioni del 2006.
C'è però preoccupazione per quanto previsto dalla legge
comunitaria 2007 che prevede l'abrogazione dell'obbligo di
indicare nell'etichetta la provenienza degli alimenti.
Diminuisce l'importazione di pomodoro concentrato dalla Cina.
Dopo anni ininterrotti di crescita le importazioni dalla Cina di
pomodori conservati, destinati a essere mescolati con quelli
italiani e spacciati come Made in Italy sul mercato
internazionale, sono infatti crollate dai 98 milioni di chili
del 2005 ai 58,5 milioni del 2006. Una riduzione del 40 per
cento. I dati sono resi noti da una analisi della Coldiretti sul
commercio estero, condotta sulla base dei dati Istat del 2006,
che confermano un'inversione di tendenza nell'import di
pomodoro: un dato legato all'obbligo di indicare in etichetta
l'origine del pomodoro impiegato nella passata, scattato il 15
giugno scorso e sostenuto con forza dalla Coldiretti.
Con la nuova normativa infatti - sottolinea in una nota stampa
la Coldiretti - si sono strette le maglie della legislazione a
tutela del mercato nei confronti di truffe, contraffazioni ma
anche di problemi per la salute, perché si tratta di un prodotto
trasportato per migliaia di chilometri dalla Cina, che ha regole
sanitarie profondamente diverse da quelle nazionali. Sono stati
infatti ripetuti i casi di sequestri di pomodoro conservato con
problemi di natura igienico sanitaria effettuati nei principali
porti italiani. L'etichettatura di origine, precisa ancora la
Coldiretti, ha invece consentito di salvare la produzione Made
in Italy e di tutelare posti di lavoro nelle campagne e
nell'industria di trasformazione, offrendo inoltre una corretta
informazione ai consumatori per consentire di fare scelte di
acquisto consapevoli.
Secondo la Coldiretti, rischi deriverebbero però dal disegno di
legge comunitaria 2007 approvato dal Consiglio dei Ministri e
che dovrà essere discusso in Parlamento: la norma si propone di
abrogare l'indicazione obbligatoria nell'etichettatura
dell'origine dei prodotti alimentari previsti dalla legge 204
del 2004. Sul disegno di legge comunitaria non mancherebbero
però, sottolinea la Coldiretti, le perplessità da parte della
Conferenza Stato Regioni mentre diverse mozioni sono state
presentate in Parlamento a difesa dell'etichettatura di origine
degli alimenti.
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