A cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò - 21/03/2007
Originaria
dell'Europa meridionale, la salvia appartiene alla famiglia
delle Labiate che ne comprende 750 specie. Le sue proprietà
curative hanno radici nel passato e sono rintracciabili anche
nel suo nome che, dal latino, significa "salute", "sano".
La salvia è un arbusto sempreverde, alto sino a 70 cm, che
cresce spontaneamente, o coltivata, nelle zone litoranee e sino
a 800 metri di altitudine.
Tra le sue proprietà medicamentose sono conosciute quelle
antisettiche, diuretiche, antispasmodiche, toniche. È utilizzata
anche come stimolante della digestione, disinfettante della
bocca, coadiuvante nelle affezioni respiratorie e nei disturbi
della menopausa.
Pianta aromatica, la salvia officinalis occupa un posto
rilevante anche in campo gastronomico.
In cucina
La salvia è utilizzata in cucina per aromatizzare selvaggina,
polli, tacchini, carni grasse, e inoltre frittate, burro,
cipolle, pane, focacce; essenziale nei mazzetti aromatici che
completano verdure sott'olio, sott'aceto e carni in carpione. Le
foglie della salvia sono protagoniste, e ottime, se fritte in
pastella.
Consigli della nonna e curiosità
Un detto popolare dice che nelle case dove la salvia cresce
rigogliosa, è la moglie a dominare, mentre, se la salvia in
giardino muore è segno che gli affari andranno male!
Le levatrici, nel Medioevo, la somministravano alle donne in
gravidanza per stimolarne le contrazioni durante il parto.
a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò