A cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò - 22/03/2007
Il
suo nome deriva dal celtico lawr che significa
verdeggiante. È infatti una pianta sempreverde, originaria
dell'Asia minore, che cresce spontanea nelle zone mediterranee.
La pianta dell'alloro, che generalmente ha uno sviluppo ad
arbusto, può raggiungere i 10 metri di altezza. Le sue foglie
coriacee hanno colore verde scuro, i suoi frutti sono costituiti
da bacche nero-porpora che si raccolgono a ottobre-novembre.
L'alloro ha proprietà antisettiche, stimolanti e curative. Nella
medicina popolare, infatti, si utilizzava l'olio estratto dai
frutti per la preparazione di un unguento contro le affezioni
reumatiche. I decotti e gli infusi di foglie di lauro venivano
invece impiegati per favorire la digestione e come sudoriferi.
In cucina
Dal gusto fortemente aromatico, l'alloro è usato nella cucina di
tutto il mondo. Le foglie, fresche o secche, si possono
utilizzare nell'acqua di cottura dei pesci, nella salsa di
pomodoro, nelle verdure sott'olio o sottaceto, per aromatizzare
arrosti ecc. Le bacche vengono utilizzate nella preparazione di
particolari birre inglesi e, pressate, secernono un olio
essenziale impiegato anche per usi cosmetici.
Consigli della nonna e curiosità
La leggenda dice che la ninfa Dafne si trasfomò in pianta di
alloro per difendere il proprio onore. Fu così che Apollo rese
sacro e nobilis il lauro che, sin dall'antichità, venne
usato per incoronare eroi, poeti e imperatori.
Curiosità: le foglie dell'alloro, essiccate, sono un ottimo
antitarme per il nostro guardaroba.
a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò