A cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò - 02/04/2007
È
una pianta erbacea il cui nome di origine greca significa "non
semino". La pianta infatti non si riproduce per seme ma, per via
vegetativa, attraverso i turioni che posseggono un robusto
apparato radicale. "Turione" è il nome dell'asparago selvatico
la cui raccolta avviene da gennaio ad aprile. L'asparago
selvatico è molto comune nei luoghi incolti, ai bordi delle
strade, nelle siepi. In alcune zone è pianta protetta.
Possiede le stesse proprietà dell'asparago di coltivazione,
anche se è più aromatico e più gustoso.
Indicato nella ritenzione urinaria, è un ottimo diuretico, ma
sconsigliato a chi soffre di infiammazioni renali.
In cucina
L'asparago selvatico si consuma come quello coltivato, nelle
frittate o semplicemente lessato e condito con olio e limone, e
si utilizza nella preparazione di primi piatti o di torte
salate. Si può conservare sott'olio per brevi periodi.
Consigli della nonna e curiosità
Il verde della pianta, molto decorativo, viene utilizzato negli
addobbi floreali.
Si dice che Plinio il Vecchio ne fosse molto ghiotto e lo
chiamasse infatti Prodigium Ventrosi.
a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò