Coniugare due arti: pittura e cucina. Questo l’intento del Gruppo Ristoratori Bassanesi dell’Unione del Commercio, promotore della trentesima rassegna enogastronomica ”Asparagi
& Vespaiolo”, e del Comitato regionale per le celebrazioni di Jacopo Bassano, che ha dato il via alla mostra ”Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell’occhio”, aperta al Museo
civico dal 6 marzo al 15 giugno e momento d’inizio del triennio celebrativo per i 500 anni dalla nascita del celebre artista. Cucina e pittura, dunque, per due manifestazioni d’eccellenza che,
assieme, vogliono dedicare questa primavera a due dei simboli più conosciuti della città: il ”turione bianco” Dop e Jacopo Da Ponte.



Un connubio perfetto tra talento artistico e culinario, tra capolavori sulla tela e sul piatto: per cominciare, la mostra si è aperta all’insegna della collaborazione attiva con il Gruppo
Ristoratori Bassanesi che, il giorno dell’inaugurazione, ha fatto servizio per circa 500 persone, offrendo ai visitatori la possibilità di degustare un’ampia scelta di prodotti del
territorio. I ristoratori avranno, inoltre, a disposizione una location all’interno del Museo per l’intero periodo dell’esposizione. Un filo diretto, poi, legherà le due
iniziative per tutta la loro durata: il 9 aprile, all’apertura di “Asparagi & Vespaiolo”, presenterà la serata Giuliana Ericani, curatrice della mostra assieme ad Alessandro
Ballarin.



Sarà questo l’esordio di un seminario sui generis sulla figura di Jacopo Da Ponte che avrà come scenario i ristoranti aderenti alla rassegna: a ciascuno dei 24
ristoratori, infatti, sarà abbinata una delle opere del Bassano, che verrà presentata durante la cena. Una possibilità imperdibile per i convitati di conoscere
meglio il pittore che contribuì, con le sue creazioni e la sua fama, a rendere Bassano una città dalla storia unica e prestigiosa. Jacopo Da Ponte, infatti, prima che un
artista, era soprattutto un bassanese: nato intorno al 1510 (e la coincidenza vuole che, proprio agli inizi del XVI secolo, l’asparago cominci a comparire nei menù dei dogi
veneziani), dopo l’apprendistato giovanile a Venezia, Jacopo visse a Bassano praticamente tutta la vita, ad eccezione di qualche spostamento per lavoro.



A Bassano dipinse le sue opere più famose e portò avanti la bottega del padre Francesco, trasmettendo, poi, a quattro dei suoi otto figli la passione per la pittura.
Ed è la sua Bassano quella che frequentemente fa da sfondo ai dipinti: il profilo del Monte Grappa, gli ulivi della vicina Pove e le acque irruenti del Brenta sono
elementi immancabili, con i quali Jacopo ha fatto conoscere in tutto il mondo i luoghi a cui era più legato. Non stupirebbe, quindi, se fossero gli asparagi biancovestiti a imbandire la
tavola dell’”Ultima cena” o a spuntare, con le loro tipiche punte a forma di matita, dalla terra delle campagne dipinta nella “Fuga d’Egitto”. Queisparasi che, probabilmente, Jacopo stesso
avrà gustato tante volte o che avrà rimpianto quando si trovava lontano da casa.



È il cibo che diventa arte e l’arte che diventa cibo, per una Bassano tutta da gustare, con gli occhi e con il palato. Le manifestazioni si protrarranno entrambe fino alla metà
di giugno e, per tutto questo periodo, saranno al centro di una reciproca promozione: sul sito del Gruppo Ristoratori Bassanesi (www.ristorantibassano.com) sarà attivo uno spazio
dedicato a “Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell’occhio”, con relativo link al sito dell’esposizione (www.bassano500.it). Inoltre, a tutti i visitatori della mostra che si presenteranno
presso i ristoranti aderenti ad “Asparagi & Vespaiolo” esibendo il biglietto d’ingresso, verrà riservato uno sconto del 10% sul menù.