I pericoli della Terra dei Fuochi, la zona più inquinata della Campania, colpiscono anche frutta e verdura.

Questo il sospetto che emerge con violenza dall’ultimo servizio de le Iene.

L’inviata Nadia Toffa si è recata nel territorio tra Napoli e Caserta, dove la criminalità organizzata smaltisce illegalmente i rifiuti tossici, inquinando il terreno, ma anche le
falde acquifere e l’atmosfera.

Oltre al rischio immediato, ci sono anche pericoli più nascosti: nella zona più inquinata si coltiva frutta e verdura, che assumono così metalli pesanti: mercurio,
arsenico, manganese e piombo, tutti in livelli superiori al limite legali. Quando questi alimenti arrivano in tavola, il consumatore diventa più soggetto a malattie come tumori,
sterilità e Morbo di Parkinson.

Di fronte ad una situazione così grave, la politica si muove. E’ recente l’azione bipartisan, dove Stefano Caldoro, presidente della Regione, si è alleato con i parlamentari
Francesco Nitto Palma a Enzo Amendola. La bozza della loro proposta di legge prevede in primis una serie d’interventi urgenti su aree vulnerabili: le zone più contaminate, come
discariche abusive o siti di stoccaggio, verranno sottoposte a bonifica rapida, certificata da controlli su tutte le matrici (acqua, aria, suolo e sottosuolo). Verranno poi differenziate le
aree food (pensate per la coltivazione e l’allevamento) da quelle no food. A tale scopo, è previsto un potenziamento delle risorse economiche e professionali per far continuare
l’attività della struttura commissariale per le bonifiche, allo stato competente sul Giuglianese e i cosiddetti laghetti di Castel Volturno. Da non trascurare misure di contorno, ma
comunque importanti, come misure di contenimento per gli inquinanti ed una regolamentazione più severa (ed efficace) per lo stoccaggio e delle ecoballe. Il tutto sorvegliato con
controlli costanti, sull’ambiente ed anche sull’uomo, con misure di monitoraggio e screening epidemiologico.