Dario Dongo: La dieta globale non funziona, e l’OMS recupera i profili nutrizionali

Dario Dongo: La dieta globale non funziona, e l’OMS recupera i profili nutrizionali

Dario DongoLa dieta globale non funziona, e l’OMS recupera i profili nutrizionali (EFSA: Domande frequenti su indicazioni nutrizionali e sulla salute ).
La parola a Dario Dongo:

Cibo e nutrizione sono sulla bocca di tutti, è inevitabile ogni giorno leggerne in ogni dove. Merito di Expo, certamente. Grandi eventi e contraddizioni, una delle quali viene ripresa dall’amico Dario Dongo in un editoriale http://www.greatitalianfoodtrade.it/food-times/profili-nutrizionali-l-oms-avanza-e-l-europa-retrocede al vetriolo su ‘Food Times,’ l’area notizie di www.greatitalianfoodtrade.it.
Lo intervistiamo, per una ‘interpretazione autentica’ degli scritti del nostro avvocato favorito sui temi legati al diritto alimentare.
Caro Dario Dongo, nel Tuo ultimo articolo hai riportato alla luce i profili nutrizionali. Un tema che pareva quasi scomparso, ed è invece riaffiorato all’OMS di Ginevra e al Parlamento europeo, senza però che nessuno al di fuori di Te ne abbia scritto. Sembra proprio ‘uno zombie che scotta’.
Al grande Circo di Expo abbiamo visto i balletti russi in costume e le balle malesi sui prodigi salutistici del palma, la cultura millenaria cinese e le migliaia di goccioline marroni a scivolare sotto il nome di una famosa crema spalmabile. Ma non si é ancora trovata però la soluzione del grande enigma: come è possibile che al progressivo  espandersi della popolazione globale corrisponda un ancor più rapido incremento delle malattie legate al cibo? Al ‘fotofinish Expo 2015’, su 7 miliardi di esseri umani, 2 soffrono di malnutrizione e altri 2 di obesità sovrappeso e malattie correlate. E il progresso, dove sta?
junk food

Bella parola la Tua, ‘progresso’. Non ne sentivo parlare da un po’, salvo leggerla sulla bandiera del Brasile ai mondiali di calcio!… progresso o maggior Business per i soliti noti? Ma a chi può interessare?
Non si direbbe alle ’10 grandi sorelle del cibo’ che continuano a riproporre nell’intero pianeta, a partire da Expo, prodotti del tutto incompatibili con le esigenze nutritive delle popolazioni globali, sempre più afflitte da obesità, sovrappeso e malattie correlate. Come ho più volte denunciato, i grandi gruppi industriali del ‘food & drink’ non possono sottrarsi dall’assumere una vera e propria Responsabilità Nutrizionale, in difetto della quale i loro tomi sulla c.d. ‘Corporate Social Responsibility’ sono solo ‘greenwashing’. Devono impegnarsi per riformulare i prodotti, eliminando il palma ma anche gli evitabili eccessi di grassi saturi, zuccheri semplici e sodio. Interrompere la pubblicità di cibi-spazzatura, soprattutto ove rivolta a bambini e adolescenti, e usare le loro reti capillari di distribuzione anche per gli alimenti sani. Sui camion e nei distributori automatici della Coca-Cola sia presente anche l’acqua, come ormai non avviene neppure in Italia. Paradossalmente, perfino nei Paesi in Via di Sviluppo i cibi-spazzatura sono più facilmente disponibili e più economici rispetto agli alimenti di base. Emblematico il caso delle bevande zuccherate e gassate, in America Latina e non solo, distribuite meglio dell’acqua potabile nei territori più remoti.

L’impresa deve fare business ma ovviamente non a discapito della salute; dove sono i  controllori? e come si può parlare di progresso allora?
L’OMS sta lavorando da anni per definire criteri di selezione dei prodotti sulla base delle loro caratteristiche nutrizionali, allo scopo di facilitare le scelte di consumo degli alimenti più salutari. Ma proprio quando l’Organizzazione si avvicina a un primo traguardo, nella messa a punto delle linee guida per l’adozione dei c.d. ‘profili nutrizionali’, l’Unione Europea esclude gli stessi dalle proprie già fallimentari politiche nutrizionali. Non per sostituirli con nuovi e più efficaci strumenti, dei quali non si ha neppure voce, ma più verosimilmente per proteggere gli interessi di alcune ‘Corporations’.

Etichette e pubblicità, principi e regole by Dario DongoDario, tu stesso però, nel Tuo primo libro ‘Etichette e pubblicità, principi e regole’ (Edagricole – Il Sole 24 Ore, 2004), non Ti eri espresso a favore dei profili nutrizionali. Cosa è cambiato?
In primo luogo, l’OMS ha confermato che i prodotti delle filiere agro-alimentari tradizionali possono venire esclusi da ogni possibile discriminazione, in omaggio alle tradizioni risalenti a periodi in cui l’obesità e le malattie correlate erano pressoché sconosciute. È così venuta meno la preoccupazione, che avevo a suo tempo espresso, che i profili nutrizionali potessero penalizzare i nostri latticini, oli, salumi. L’intento attuale é piuttosto quello di proteggere la degenerazione del ‘business’ alimentare degli ultimi decenni, ove all’insegna del risparmio su costi e qualità delle materie prime – e del più sfrenato marketing, soprattutto a danno dei giovani – sono stati e vengono tuttora diffusi cibi squilibrati dal punto di vista nutrizionale.
E poi, un dato incontrovertibile. La situazione si è ulteriormente aggravata, nella dozzina d’anni trascorsa dalla prima comparsa dei profili nutrizionali in un atto normativo europeo.

Ma c’è dell’altro, cosa succede in Europa?
I nostri lettori potranno apprenderlo, leggendo l’editoriale http://www.greatitalianfoodtrade.it/food-times/profili-nutrizionali-l-oms-avanza-e-l-europa-retrocede da cui è sorta questa gradita conversazione.

 

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

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