D: Ai fini della qualifica che differenza c’è tra dirigente e impiegato direttivo?

R: Più volte la Cassazione al riguardo si è espressa (una tra tante la sent. del 16 giugno 2003, n. 9640) affermando che la differenza consiste nell’ampiezza e nella
discrezionalità dei poteri nell’attività di gestione.

Per la Cassazione la qualifica di dirigente spetta al prestatore d’opera che, operando sul piano gerarchico più elevato e quale alter ego dell’imprenditore, sia preposto alla direzione
dell’intera organizzazione aziendale o a quella di un settore autonomo dell’azienda, esplicando la sua attività con ampi poteri discrezionali, pur nel quadro delle direttive
dell’imprenditore.

I tratti caratteristici che qualificano, invece, l’impiegato di concetto di prima categoria, o con funzioni direttive, consistono nella preposizione, formale o di fatto, del prestatore d’opera
a un ramo o servizio dell’impresa e nell’attuazione, con poteri di supremazia gerarchica, di determinazione e di autonomia esecutiva, delle direttive generali dell’imprenditore o del dirigente
di una parte autonoma dell’impresa.