Si è costituita, il 10/02/2011 presso il palazzo comunale di Monterosso Grana (CN), la libera “Associazione per la promozione, tutela e valorizzazione
dell’antica Patata Piatlina e della Patata Ciarda della Valla Grana (CN)”
.

E’ attualmente composta dai soci fondatori: Lucio Alciati, Bardi Germano, Garnerone Alessandro, Giaminardi Maurizio, Isoardi Domenico, Martini Mauro, Piagentini Alessia e ha lo scopo, come
indicato nella denominazione, di sostenere, promuovere , tutelare e valorizzare le suddette tipicità. Inoltre curerà, attraverso i soci coltivatori iscritti, la conservazione
varietale della patata Piatlina della Valle Grana come patrimonio agro culturale e gastronomico tipico locale. In tale ambito il sottoscritto è stato eletto presidente.

Come è risaputo l’ottima patata Piatlina, probabilmente nata da uno spontaneo incrocio naturale avvenuto in una qualche antica coltivazione locale, un tempo era largamente e diffusamente
coltivata sui nostri monti. Poi, con lo spopolamento delle terre alte e con l´introduzione di nuove varietà estere più produttive, in un momento in cui il concetto di
quantità era prevalso sulla qualità, questa caratteristica patata dalla candida pasta bianca, dalle sue particolari fossette rosate e dal mitico sapore, sparì quasi
completamente.

Ora per merito del paziente lavoro di recupero iniziato tre anni fa, con l’acquisizione di pochissimi esemplari reperiti presso delle piccolissime e storiche aziende agricole che ancor’oggi
presidiano coraggiosamente le isolate borgate dei nostri monti e la prima moltiplicazione operata dalle aziende agricole Ferrero Ornella e Marco Otta, dalla fattoria dell’aglio di Caraglio,
nonché della preziosa disponibilità del caragliese Roberto Mattiauda e di Riccardo Isoardi di Castelmagno, si è riusciti ad ottenere un quantitativo di tuberi seme
sufficienti ad ottenere una produzione, non elevata ma già importante.

Una risorsa di notevole qualità e di grande potenzialità economica e promozionale per il nostro territorio, perché ad esso è legata nella storia e nella tradizione.
Quindi, grazie alla sensibilità dei sindaci di Monterosso Grana, Castelmagno e Pradleves e di alcuni giovani agricoltori, nasce questa Associazione nella quale può aderire
qualsiasi persona che condivida lo scopo sociale: sia come produttore coltivatore custode (nel territorio della Valle grana e nelle condizioni previste dall’apposito disciplinare approvato
dall´assemblea dei soci fondatori), sia come sostenitore e sia come affiliato ovvero chi commercializza o consuma le suddette specialità (ristoratori, titolari o detentori di
negozi commerciali, gruppi d´acquisto, mense scolastiche).

Infine sono da evidenziare alcune condizioni dettate dal disciplinare e che caratterizzano quest’associazione rendendola armonica e simbiotica con il suo territorio:

La denominazione e il marchio

L’antica patata locale Piatlina e la patata Ciarda della Valle Grana vengono altresì denominate “patate di montagna” se coltivate in tale territorio (Valle Grana) ad un altitudine
superiore ai 600 metri sul livello del mare.

L’antica patata locale Piatlina e la patata Ciarda della Valle Grana coltivate in tale territorio (Valle Grana) ma a un’altitudine inferiore ai 600 metri sul livello del mare devono
altresì essere denominate “patate di campagna”.

A tale scopo verrà istituito marchio promozionale.

La commercializzazione:

La commercializzazione delle suddette patate deve avvenire nel territorio Valle Grana:

a) presso i produttori

b) presso i negozi di valle

c) presso le fiere, i mercati e le manifestazioni di valle

d) ai ristoratori di valle

Per scopi promozionali in eventi e manifestazioni, relativi ai prodotti tipici,alla enogastronomia di qualità, al territorio e al turismo, può varcare i confini territoriali
predetti.

La coltivazione

Ogni socio coltivatore deve comunicare al consiglio direttivo o suo delegato ad inizio di ogni annata agraria lestensione dei terreni che verranno coltivati con le suddette varietà di
patate.

La coltivazione deve avvenire nel rispetto dell’ambiente,delle normative vigenti, con predilezione d’uso di prodotti fitosanitari consentiti dall’agricoltura biologica e biodinamica e secondo i
canoni della tradizionelocale.

La fertilizzazione di base deve comunque essere effettuata con letamazione organica (Bovina , Ovicaprina, Equina, cunicola).

Nella coltivazione delle varietà suddette non è ammesso l’uso di diserbi chimici. Inoltre non è ammesso nella fertilizzazione l’uso di pollina, guano o suoi derivati.

Lucio Alciati


Redazione Newsfood.com+WebTv