Dopo Prato, Viareggio. Questa volta l’incidente ferroviario ha causato tredici morti. Altre vittime, con il proseguire dell’indagine potrebbero essere accertate. Le prime domande sono:

Poteva essere evitato?

Quali le cause dell’incidente?

Di chi sono le responsabilità?

Moretti, l’Amministratore Delegato delle ferrovie, seguita a dire che i nostri sono i treni più sicuri di Europa. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si fa fotografare col
cappelletto da ferroviere alla inaugurazione dell’alta velocità. Forse tutti e due questi personaggi dovrebbero fare una profonda autocritica.

Il Governo e le Ferrovie hanno scommesso tutto sull’alta velocità, da questo investimento si aspettano soldi, prestigio e un ritorno di immagine che possa far dimenticare la situazione
drammatica in cui versa il sistema ferroviario. Ma i nodi vengono sempre al pettine. Sia sul versante del trasporto dei pendolari che su quello del trasporto merci vi è una spaventosa
sottovalutazione dei problemi riguardanti qualità, sicurezza e obsolescenza dei materiali. Quest’ultimo incidente è veramente drammatico. Sarebbe ancora più drammatico
però scoprire che le cause dipendano da cattiva manutenzione, da risparmi impropri e da cattiva gestione. A quel punto si tratterebbe di verificare tempestivamente le
responsabilità penali e civili. Federconsumatori ed Adusbef stanno valutando le azioni legali da mettere in atto e si costituiranno parti civili in questa drammatica situazione. Il
problema di fondo rimane quello di una radicale inversione di tendenza nel trasporto ferroviario e nel trasporto in generale.

Si tratta di investire massicciamente e in modo programmatico sul trasporto dei pendolari e delle merci rinnovando i materiali rotabili, migliorando la sicurezza, l’affidabilità,
l’igiene e la puntualità dei nostri trasporti. Si farebbe così un favore a tutti gli italiani meno abbienti, costretti ad utilizzare il treno per andare a lavoro e ci sarebbe un
vantaggio per l’economia italiana.