Gelato? No, cremolato.

Gelato? No, cremolato.

E’ fresco, dolce, ottimo d’estate.

No, non stiamo parlando del gelato, ma del cremolato, saporito prodotto, protagonista della stagione calda e piuttosto somigliante al “fratello maggiore” che tutti hanno assaggiato almeno una
volta, in cono od in coppetta.

Nonostante il nome, il cremolato non ha niente a che fare con la crema; piuttosto, si può assimilare alla grattachecca (alimento a base di ghiaccio grattato con l’aggiunta di succhi di
frutta o sciroppi) con due importanti differenze.

Primo, la materia di base è composta da frutta e non sciroppi; secondo, la frutta viene prima frullata, poi ghiacciata, infine «grattuggiata» come si dice nel gergo dei
gelatai in modo costante fino a ricavare un composto più fine di quello della granita.

Per creare un buon cremolato, si deve fare attenzione sopratutto a due fattori: la frutta e lo zucchero.

Per quanto riguarda la frutta, deve essere per forza abbondante, fresca e visibile sotto forma di “pezzettoni”; poi il tipo (melone, cocomero e via dicendo) è lasciato al gusto
personale.

Va controllato bene anche allo zucchero, il cui dosaggio è fondamentale per evitare sia un prodotto troppo aspro che eccessivamente dolciastro, il rischio più comune.

Da tempo presente in Italia, il cremolato ha forse pagato il costo di produzione superiore rispetto a gelato e granita ed il perfezionismo necessario: per essere scelto, un cremolato deve
essere infatti di qualità superiore.

Ora, però, tale alimento è riuscito a guadagnare il meritato posto al sole, diventando protagonista di numerosi locali. Se per esempio siete a Roma e volete provarlo, ecco il
Cafè du park, in zona Testaccio, la cremeria vicino al Pantheon (con il suo cremolato alla mandorla), la gelateria di Alberto Pica, nel centro storico e Pasquino, a piazza Navona.
Rimanendo nel Lazio, chi può faccia un salto al Gelatone, nel Circeo, locale apprezzato da giovani e giovanissimi.

Se invece andate nel Sud Italia, allora c’è solo l’imbarazzo della scelta: in Sicilia, ad esempio, ogni chiosco che si rispetti vende il cremolato, più spesso al limone, accanto a
granite e grattachecche; in Puglia è rinomato quello ai fichi, con pochissima aggiunta di zucchero.

Cremolato con vaniglia al gusto di fico

Ingredienti

250 gr di polpa di fico

250 cl d’acqua

60 gr. di zucchero

aroma alla vaniglia

Preparazione

Passare e setacciare i fichi in modo da togliere il più possibile i semi ed ottenere una polpa quanto più possibile omogenea. Ammorbidire il tutto mettendo nell’acqua l’ aroma di
vaniglia. A questo punto aggiungere nell’acqua la polpa di fichi e i 60 grammi di zucchero. Amalgamare bene il composto e mettere nel congelatore. Rimestare di tanto in tanto affinchè la
consistenza resti morbida ed il composto si possa cristallizzare senza però ghiacciare.

Matteo Clerici

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