I lupini sono una pianta da tempo conosciuta ed apprezzata. Usati fin dai tempi dei romani come alimenti, sono poi diventati il cibo dei viaggiatori e dei poveri. Oggi tali vegetali sono poco
usati come cibo, ridotti per lo più ad una curiosità da fiere.

A spingere per la riscoperta dei lupini, date le loro caratteristiche alimentari, è una ricerca dell’Università di Siviglia in collaborazione con il CSIC (Consejo Superior de
Investigaciones Científicas, Consiglio superiore d’indagine scientifica), diretta dal dottor Javier Vioque e prossimamente pubblicata da ” Food Chemistry”.

Gli studiosi hanno esaminato 6 specie di lupini tipici dell’Andalusia, selvatiche od oggetto di coltivazione marginale: il lupino selvatico (“Lupinus angustifolius”), il lupino blu
australiano o lupino delle sabbie (“Lupinus.cosentinii“), il lupino di Gredos (“Lupinus gredensis”), il lupino spagnolo (“Lupinus hispanicus”), il lupino irsuto
(“Lupinus micranthus“), il lupino giallo (“Lupinus luteus”).

In particolare, sono state osservati i parametri nutrizionali, la composizione chimica e la digeribilità.

Le analisi finali hanno evidenziato come i lupini siano ricchi di proteine vegetali: 23,8%-33,6% la stessa quantità dei legumi o di altri cereali. I ricercatori iberici ritengono inoltre
che tali frutti possano aiutare nel prevenire malattie come diabete e cancro al colon.

Matteo Clerici