L’invecchiamento è un processo sempre più insidioso, la vittima sempre più colpita da disagi e difficoltà, fisiche ed economiche. E se poi in gioco entra anche la
crisi, l’anziano è bersaglio facile per la sotto nutrizione.

Nella sola Italia, un milione di over 65 non mangia abbastanza, arrivando a fine giornata con 300 calorie rispetto alla dose indispensabile. Tale carenza indebolisce la salute, aumentando i
ricoveri in ospedale ed il rischio di morte.

A descrivere il fenomeno, il lavoro di enti di ricerca pubblici (Ministero della Salute, regioni , ISS) e privati (SIGG, Società Italiana di Gerontologia e Geriatria).

L’origine del problema sta nella troppo scarsa disponibilità economica. A mettere i dati in chiaro, “PASSI d’Argento: secondo gli autori dell’indagine il 69% degli anziani ha la
percezione di arrivare a fine mese col bilancio in rosso. Allora, per far quadrare i conti, si tagliano le spese, ad iniziare da quelle alimentari: prime vittime, prodotti a base di carne e
pesce, nutrienti ma costosi.

Ad andare in profondità, gli esperti presenti all’ultimo congresso SIGG. Essi hanno dichiarato come ogni giorno l’over 65 assuma 300 proteine in meno del necessario, con particolare
carenza per le proteine nobili. E le conseguenze non mancano. Nei casi lievi, il soggetto vede aumentare il rischio sia di disturbi fisici (infezioni e piaghe da decubito) che psicologici
(depressione e deterioramento cognitivo). Nei casi peggiori, si rende necessaria l’ospedalizzazione o sopravviene la morte ed anche la frequenza di questi fenomeni aumenta del 25%.

Infine, non sono immuni dal pericolo gli anziani ricoverati in clinica od RSA: come spiega Niccolò Marchionni, presidente SIGG, “in clinica la percentuale di anziani malnutriti arriva al
65%”.

La Società propone allora contromisure.

Il primo fatto è definire con precisione lo stato dell’anziano. In tale esame fanno inserite sia considerazioni fisiche (la presenza di malattie: disturbi orali, malattie reumatiche o
neurologiche) che lo stato sociale (presenza di altri familiari o solitudine, difficoltà economiche).

Scopo dell’indagine, dare il giusto peso al problema, Ad esempio, spiegano gli esperti SIGC, se il primo problema è l’insufficienza del bilancio mensile, subito dopo arriva il trascurare
la salute orale.

Secondo la ricerca PASSI, nel solo 2011, otto milioni di over 65 non si sono recati dal dentista, pur avendo problemi legati alla bocca. Perciò, medici e dentisti devono tentare di
colmare la distanza, eliminando problemi spesso di natura psicologica. Se il soggetto timido e spaventato trova un dentista “amico” sarà più propenso a tornare, anche in caso di
interventi complicati e dolorosi.

Discorso diverso per le case di riposo. Visto che la cattiva alimentazione non è solo cosa di cibo ma malessere generale, molte di queste strutture offrono rimedi obliqui. In cima alla
lista, ambienti comuni e privati sempre meno “ospedalizzati” e sempre più accoglienti. Poi terapie alternative e complementari: pet therapy, musicoterapia, danza ed arte.

Detto questo, la punta della piramide è sempre la cattiva alimentazione. Allora, il primo grande rimedio è fornire al soggetto “Integratori o diete arricchite dei nutrienti”.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

SITO della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria

Matteo Clerici

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