Il piacere ed il dolore. Se si mangia il gelato in fretta si è vittima di mal di testa, e tale meccanismo può diventare la base per terapie contro l’emicrania.

Ne è convinta una ricerca della National University of Ireland (Galway, Irlanda) e l’Harvard Medical School, diretta dal professor Jorge Serrador e presentata al recente meeting della
Società di Biologia Sperimentale, in corso a San Diego.

La squadra di Serrador ha lavorato con 13 volontari sani, che hanno bevuto prima acqua ghiacciata poi acqua a temperatura ambiente. Nel mentre, il loro organismo era analizzato tramite doppler.

Il sistema ha permesso di osservare come l’acqua ghiacciata dilatasse l’arteria celebrale anteriore, aumentando l’afflusso di sangue al cervello e provocando dolore. Invece, il consumo di acqua
a temperatura ambiente provocava dilatazione dell’arteria e sensazione di benessere.

Riassume il professore: ” Il cervello è molto sensibile alla temperatura e per questo, quando la temperatura corporea si abbassa all’improvviso, vengono attivati dei sistemi di
vasodilatazione per far arrivare sangue caldo nell’area cerebrale”. Ecco il punto: poiché il cranio è una struttura chiusa, l’improvviso afflusso di sangue puo’ aumentare la
pressione e provocare dolore”.

Per il professore ed i suoi colleghi tale meccanismo che dagli stimoli esterni porta alla modifica del flusso sanguigno ed a sofferenza percepita può essere all’origine di vari tipi di
emicrania. Perciò, capire come regolare il flusso sanguigno porterebbe all’eliminazione del disturbo in questione.


FONTE: Dick Alhstrom, “Study reveals cause of ‘brain freeze’”, Iirish Times, 23/04/012

Matteo Clerici


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