Il kombucha: tè miracolo ma con effetti collaterali

Il kombucha: tè miracolo ma con effetti collaterali

Il Kombucha è una varietà di tè, bevuta ed apprezzata da millenni in Oriente.

Tale bibita si ottiene facendo sciogliere un preparato (una coltura di lieviti e batteri) in una soluzione con tè verde o nero, aggiungendo zucchero e facendo bollire. Alla fine, si
filtra il tutto.

Da poco in Occidente, il Kombucha ha fatto irruzione sulla scena medico-alimentare, dividendo i profani e gli esperti in due fazioni, i favorevoli ed i contrari, lontanissime tra loro.

I sostenitori del tè ritengono che questo sia utile contro una varietà di malattie e disturbi: dal cancro all’arteriosclerosi, dalla pressione alta ai problemi intestinali,
dall’eczema ai calcoli renali.

Alcuni sono arrivati ad attribuire alla bevande qualità (quasi) soprannaturali, dandogli il nome di “tè miracolo. Altri si limitano a far notare come il segreto del liquido sia
nel suo contenuto di probiotici, che lo rendono una bevanda, viva, imprevedibile ma positiva.

Radicalmente diverso il parere degli oppositori. Essi fanno notare come non esista prova scientifica dell’efficacia del Kombucha, mentre esistono riscontri dei suoi effetti collaterali: in
primis, vomito, ittero ed eruzioni cutanee. Inoltre, anche la procedura di preparazione non è esente da rischi: ad esempio, i tradizionali contenitori di ceramica possono rendere tossica
la bevanda.

In mezzo alle due fazioni si collocano i prudenti, come la dottoressa Emma Williams della British Nutrition Foundation. Tale linea di pensiero sostiene che, fino a che i potenziali benefici non
verranno provati, il consumo della bevanda deve essere regolato da massima prudenza e cautela, non trascurando un eventuale parere del medico.

NOTE FINALI, per approfondire:

http://www.kombu.de/anleit-i.htm

Rachel Shields, “Trouble brewing over ‘tea of the gods'”, The Indipendent, 25/07/010

Matteo Clerici

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