Bologna – Il 13-11-07 presso la sala D’Attore in Ravenna, si è svolto, alla presenza di un pubblico di esperti, l’incontro «Infezioni da Virus: Zanzara Tigre e
Migratori«, il capogruppo Fantini Avvocato Moraldo ha comunicato che dal telegiornale si apprende che «in Inghilterra in un allevamento di pollame è in corso una infezione da
virus della aviaria H5N1«.

«Durante l’estate 2007, in Cervia e Ravenna si è manifestato un focolaio di Chikungunya. La zanzara tigre oltre alla chikungunya può trasmettere la febbre gialla, la febbre
del Nilo, la dengue ed alcune encefaliti. Regione, provincia e comuni (particolarmente Ravenna e Cervia) allo scopo di prevenire la diffusione dell’infezione e l’insorgenza di ulteriori
focolai, fin da agosto, hanno promosso interventi straordinari di disinfestazione nelle aree pubbliche e private, con costi di circa ?. 705.000. Dal 7-11-’07 l’istituto superiore della
sanità afferma che ‘l’epidemia di Chikungunya può considerarsi conclusa’. Da ciò risulta evidente che le azioni messe in campo sono state efficaci«. Ha, poi, posto il
quesito: «le uova della Zanzara Tigre possono contenere il virus attivo della Chikungunya?«

Il Prof. W. Pasini (direttore O.M.S. medicina turismo) evidenzia che «solo un anno fa il Ministero della Sanità considerava altamente improbabile una epidemia di Chikungunya in
Italia, pur conoscendo i fatti delle isole di Reunion, e che la zanzara tigre è vettore anche della dengue, mortale in diversi casi. Questa situazione non va, quindi, sottovalutata anche
se il tema dell’infettività delle uova è controverso. Si tratta di un problema di sanità pubblica importante«. «Per la diagnosi sono passate un po’ troppe
settimane. Se si fosse stati più tempestivi si sarebbe, almeno, limitata la diffusione«.

La D.ssa Magnani Letizia (Giornalista) ha trattato della indagine giornalistica svolta. «Inizialmente l’infezione pareva causata dai pappataci«; poi, «anche grazie al Prof.
Pasini è emersa la Chikungunya«. Ha evidenziato quali siano stati «i soggetti coinvolti nella vicenda e la tempestica«, raccontando le tappe dell’epedemia. «Dai
dati raccolti emerge che molte domande sono ancora in attesa di risposta e che probabilmente qualcosa non ha funzionato«. «I comuni di Ravenna e di Cervia hanno disinfestato con
attenzione. Grande sensibilità va riservata ai colpiti da questo virus; nonostante i mesi passati, ed il terzo ciclo di cortisone, lamentano forti dolori articolari e gonfiori«.
Sono, quindi, intervenuti:

Lameri Silvia (Ass. Comune Ravenna ), la quale ha evidenziato l’intensa campagna di disinfestazione realizzata dal Comune di Ravenna, caratterizzata anche da una forte azione porta a porta; i
privati hanno l’80% delle aree interessate; spesso è stato difficile ottenere la loro collaborazione; si tratta di un problema di salute pubblica per cui intendiamo svolgere il massimo
sforzo per risolverlo;

Dr. Brun Franco (già funzionario sanità Regione Emilia Romanga), per il quale la cosa era già nota dagli anni 90: la zanzara tigre è un vettore di malattie;
ciò è stato sottovalutato;

Mingozzi Giannantonio (Vice-Sindaco di Ravenna) che ha sottolineato: la grande attenzione per la salute di ogni singolo cittadino, unitamente al profondo sforzo profuso per superare il
problema; la futura disponibilità al massimo impegno per scongiurare simili eventi; la necessità di una informazione veritiera ed attenta all’immagine turistico-culturale delle
realtà locali;

Dr. Loris Bevilacqua (responsabile della profilassi Malattie infettive dell’A.Usl di Ravenna) è stato convincente nel difendere l’operato della struttura, che in tempi più celeri
di quelli francesi ha diagnosticato l’infezione e messo in campo idonei rimedi; i casi di Chikungunya in Italia sono stati 230, in Francia diverse migliaia, con rischi di endemia. Il cortisone
non è il farmaco adatto; vanno impiegati i fans. La globalizzazione, purtroppo, globalizza anche le malattie, per cui le strutture sanitarie devono prestare la massima attenzione al
verificarsi di eventi sospetti.

Erano presenti: Fusignani Eugenio (Ass. Prov. Ravenna) e Gambi Paolo (Segr. Com. PRI Rav.) e diversi altri.

Fantini ha, poi, rilevato che «il virus H5N1 (influenza aviaria) ha subito una mutazione, che gli consente di contagiare più facilmente gli esseri umani. Anche se per il Ministero
della Salute ‘il rischio di una pandemia influenzale, resta assente’, un studio dell’Oms afferma che l’Europa è mal preparata a far fronte a una pandemia«. Per Pasini
«è un grave errore sostenere che non vi sono rischi di pandemia influenzale. Gli antivirali di cui si è approvvigionata l’Italia sono un milione di trattamenti di
«zanamivir« e circa tre milioni di trattamenti di oseltamivir; ciò assicura una copertura al 5-6% della popolazione. La Francia, invece, ha raggiunto una copertura pari al
55%. I rischi del virus dell’aviaria (H5N1) nei volatili sono principalmente di due tipi: infezione diretta, da volatile all’uomo; a seguito di mutazione in nuovo virus, finora non
verificatasi, da persona a persona«.

Fantini ha concluso evidenziando che nel 2008 dovranno «proseguire forti azioni di disinfestazione, essere formato il personale medico in merito alle malattie tropicali. Dobbiamo tenere
alta la guardia, investire nella sanità, evitando allarmismi: oggi esistono gli strumenti e le capacità per fronteggiare emergenze sanitarie, purché tutti a ogni livello
diano il proprio contributo«.