A bloccare i prezzi dei prodotti alimentari ha certamente contribuito in Italia il boom degli acquisti diretti dai produttori in azienda o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, che
sono ormai presenti in tutte le province italiane. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati sull’inflazione nel mese di febbraio divulgati dall’Istat, secondo i quali i prezzi dei
prodotti alimentari non hanno avuto alcun aumento congiunturale a febbraio.

 

Sono oltre 500 i mercati degli agricoltori di Campagna Amica, i cosiddetti farmer market, aperti in tutte le regioni italiane con un aumento del 360 per cento nell’ultimo anno. Mentre sono
saliti a 63.600, con un aumento del 7 per cento, i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare direttamente, secondo il rapporto dell’Osservatorio sulla
vendita diretta delle aziende agricole promosso da Coldiretti e Agri2000. Due italiani su tre (67 per cento) – sottolinea la Coldiretti – hanno acquistato almeno una volta direttamente dal
produttore agricolo, la forma di distribuzione commerciale che ha registrato una crescita nel 2009 battendo nell’alimentare negozi ed ipermercati grazie ad un incremento dell’11 per cento del
valore delle vendite per un totale stimato in 3 miliardi di Euro.

 

“Gli acquisti diretti sono una opportunità per il Paese con un aumento della concorrenza che va a beneficio delle imprese agricole e dei consumatori che possono così garantirsi
una spesa sicura e di qualità al giusto prezzo”, afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “è anche una occasione per far conoscere e divulgare i
veri sapori della tradizione italiana per poterli riconoscere in tutte le altre forme di vendita senza cadere nell’inganno del falso Made in Italy”. “Si tratta – precisa Marini – di un tassello
importante del nostro progetto per una filiera agricola tutta italiana che, con il coinvolgimento dei mercati di Campagna Amica, Consorzi Agrari, cooperative, agriturismi e imprese, punta a far
arrivare sul mercato prodotti al cento per cento italiani direttamente dagli imprenditori agricoli.

 

Un progetto che ha l’obiettivo di combattere le distorsioni e le speculazioni di filiera che hanno fatto crollare i redditi degli agricoltori e rischiano di provocare l’abbandono delle
campagne. Nel 2010 i prezzi dei prodotti agricoli in campagna si sono ridotti del 6,1 per cento con cali record per i  vini che perdono il 13,9 per cento, seguiti dalla frutta fresca e secca
(-12,5 per cento), dagli ortaggi e legumi (-9,1 per cento), dai cereali (-3,9 per cento), secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei prezzi alla produzione agricola dell’Ismea a gennaio.
In particolare i prodotti vegetali hanno registrato alla produzione agricola una flessione del 9,6 per cento nelle quotazioni mentre per le attivita’ di allevamento la riduzione e’ stata del 2,2
per cento. Per questi ultimi – conclude la Coldiretti – si registra una contrazione del 20,3 per cento per i volatili, seguita dai ribassi delle quotazioni dei bovini (-2,5 per cento) mentre
risultano stazionarie le quotazioni dei suini ed in leggero aumento i prezzi di ovini e caprini ( 1,9 per cento).