Nei paesi dell’emisfero settentrionale l’influenza suina è in aumento, ma non ancora al suo massimo: tale picco arriverà al centro dell’inverno, verso gennaio o febbraio.

Questo è quanto affermato dall’OMS, durante la conferenza stampa sullo stato del virus H1N1 e della malattia da esso provocato. Spiega il portavoce, Gregory Hartl, “Ancora non abbiamo
visto il picco dei casi, che ci sarà’ a gennaio o febbraio, quando l’inverno sarà’ pienamente insediato nelle aree del nord”; detto questo non bisogna pensare che i casi attuali
di pandemia rappresentino “La seconda ondata del virus”: quello a cui si sta assistendo è semplicemente “La normale intensificazione dell’attività’ del virus influenzale durante
l’inverno”.

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha poi parlato del vaccino ,descrivendolo come “L’arma più’ efficace per lottare contro il virus, per ora”, da usare anche e sopratutto per
i soggetti deboli, come le donne in gravidanza.

Più in dettaglio, gli esperti OMS consigliano una dose unica di vaccino per gli adulti e di proteggere quanti più bambini under 10 possibile. Riguardo agli effetti collaterali
sono minimizzati come “Pochi, lievi e che erano stati previsti”.

Ma riguardo alla vaccinazione, molte cose sono ancora da chiarire: in primis il dosaggio necessario per i bambini: la sanità pubblica Usa ha reso noto che le ricerche dimostrano che nei
bambini con meno di 9 anni c’è’ bisogno di due dosi perché’ il vaccino funzioni.

Matteo Clerici