Cresce ancora l’allarme per l’influenza suina. L’Organizzazione mondiale della sanità – con un comportamento contraddittorio rispetto alle rassicurazioni di ieri – ha deciso di alzare da
4 a 5 il livello di allarme (il massimo è 6).  L’influenza suina comincia a diffondersi in Europa tra cittadini che non si sono recati in Messico e negli Stati Uniti negli ultimi
tempi. Secondo quanto riferisce il sito internet del quotidiano spagnolo El Pais, un catalano è il protagonista del primo contagio indiretto tra umani in Spagna. Si dovrebbe trattare del
fidanzato di una ragazza che è stata recentemente in Messico.

Nel frattempo il bilancio delle vittime della nuova influenza in Messico è passato da sette a otto morti su un totale di 99 casi positivi, ma il numero di decessi sospetti è sceso
da 159 a 84. Lo ha reso noto in una conferenza stampa il ministro messicano della Sanità, Josè Angel Cordova. Sui 99 casi positivi, “91 stanno bene”, ha aggiunto il ministro.

E l’influenza suina “sbarca” anche in Svizzera. Un primo caso è stato confermato dall’ospedale cantonale di Baden, nel nord. Lo ha reso noto nella notte un comunicato della struttura
sanitaria. Il paziente, che veniva dal Messico, era stato dimesso ieri pomeriggio dopo un primo test negativo del Centro nazionale influenza di Ginevra. È stato nuovamente ricoverato
dopo un secondo test, questa volta risultato positivo. Tutte le persone che erano state in contatto con il malato sono state informate e pregate di rimanere a casa fino a nuovo ordine.

Le soap americane tagliano i baci e le scene intime

Per rendere l’idea della gravità della situazione basta un esempio: le tv messicane hanno deciso di “tagliare” le scene in cui i protagonisti si baciano. Per far sì che gli
spettatori non si scambino dolci effusioni, strettamente vietate per evitare il contagio dell’influenza suina, i produttori messicani di trasmissioni tv e telenovele hanno deciso di tagliare le
scene di baci e di ridurre all’osso i contatti fisici. Nicandro Diaz, produttore di “Mattina è per sempre”, una delle soap più viste in Messico, ha riferito che già dai
primi casi di influenza suina ha deciso di tagliare tutte le scene più intime. Probabilmente scenderà l’audience, ma per i produttori in questo momento “la salute viene prima di
tutto”.

L’Ue blocca i voli per il Messico?

L’Unione europea potrebbe decidere di bloccare i voli per il Messico. La Commissione europea si pronuncerà, però, sull’eventuale stop solo dopo l’esame della situazione da parte
dei ministri della Sanità che avverrà oggi in un vertice in Lussemburgo. Lo ha affermato il Commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, a margine di un vertice vertice informale
nella città ceca di Litomerice. “Non sappiamo come la febbre possa espandersi”: ha detto Tajani, aggiungendo che la Commissione attende anche di ricevere le “richieste”
dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’ipotesi di sospendere i voli a livello europeo è stata lanciata, nel corso del Consiglio odierno, dal ministro della Sanità
francese Roselyne Bachelot. Tajani ha anche aggiunto che le autorità non devono comunque “reagire in maniera eccessiva per non creare un clima di panico dannoso per l’economia e per il
turismo”.

La prima vittima fuori dal Messico è un bambino di 23 mesi

L’influenza suina comincia a uccidre anche fuori dal Messico. Un bimbo di 23 mesi è morto in Texas. Secondo precisazioni fornite da un funzionario sanitario di Houston, il bambino
sarebbe un cittadino messicano che era stato portato “alcune settimane fa” dai genitori negli Stati Uniti per essere curato. I genitori prima lo avevano portato a Brownville in Texas e poi,
circa 36 ore fa, lo avevano trasferito a Houston di fronte all’aggravarsi della malattia.La notizia del decesso è stata confermata dalle autorità sanitarie statunitensi. “Posso
confermare la notizia triste dal Texas. Come genitore e come pediatra sono vicino a quella famiglia” ha detto Richard Besser, il responsabile dei Centers for Disease Control federali. Il capo
dei Cdc ha anche aggiunto di aspettarsi altri casi letali in America nonostante che negli Usa finora il virus si sia manifestato in forma assai più mite che in Messico: “Ogni virus
è cosa a se stante, ed è difficile prevedere quel che succederà, ma visto quel che è successo in Messico ci aspettavamo casi più gravi e letali”.

“Ci saranno dei morti anche in Europa”

“In Europa ci sarà un certo numero di decessi per la nuova influenza di origine suina, anche se il vecchio continente è ben preparato a farvi fronte”: se ne dice convinto un alto
funzionario della Commissione europea. “Sì, qualcuno morirà a causa di essa. Non è questione di se qualcuno morirà, ma di quanti moriranno. Saranno centinaia,
migliaia o decine di migliaia? Non conosciamo le dimensioni di questa pandemia, ma l’Europa è pronta più che mai”, ha detto il direttore generale per le politiche della salute e
dei consumatori della Commissione Ue, Robert Madelin

Fazio: “Presto casi positivi anche in Italia”

“Ci aspettiamo a breve i primi casi di influenza suina in Italia. Abbiamo infatti molti turisti rientrati dall’estero e molti casi sospetti. Dunque è verosimile pensare che nelle
prossime ore, o nei prossimi giorni, ci sia qualche caso in Italia”. E’ quanto ha detto il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, a margine della prima assemblea dell’Alleanza ospedali
italiani nel mondo, in corso a Roma. Ad ogni modo Fazio non è per nulla allarmato: “Siamo tranquilli. Anzi, da sabato ogni giorno che passa sono più tranquillo perché
abbiamo seguito l’evoluzione clinica dei casi in altri Paesi. E arrivano segnali rassicuranti”. E ancora: “Sono ottimista, perché questo virus si sta dimostrando molto poco aggressivo.
Certo, i virus possono mutare, ma da quanto abbiamo visto negli Stati Uniti i livelli di aggressività sono inferiori a quelli di una normale influenza”.

Il caso sospetto di Bologna

Tra i tanti casi sospetti che si susseguono in queste ore anche in Italia desta particolare preoccupazione un paziente si Bologna. Si tratta di un uomo di 55 anni ricoverato nel pomeriggio di
ieri in via precauzionale al reparto malattie infettive del Policlinico S. Orsola Malpighi. L’uomo, rientrato da New York il 26 aprile, ha presentato nei giorni successivi sintomi di tipo
influenzale e si è rivolto nel pomeriggio di ieri al S. Orsola. È stato immediatamente sottoposto agli accertamenti di laboratorio ed è risultato come un “caso probabile”
di infezione da virus A H1N1. In effetti, i primi risultati degli esami hanno evidenziato la presenza di un virus influenzabile di tipo A. Ciò rende necessario proseguire gli
accertamenti per valutare se si tratta o meno del virus di tipo H1n1, responsabile dell’epidemia scoppiata in Messico. Questi accertamenti saranno fatti in collegamento con l’istituto superiore
di sanità a cui già nel primo pomeriggio perverranno i campioni da analizzare.

Si ridimensiona il caso sospetto di Lodi

Un caso del genere si è verificato l’altro ieri in Lombardia, ma si è sgonfiato. Quattro lodigiani rientrati da una vacanza in California sono stati posti sotto osservazione. Uno
di questi sarebbe risultato positivo a un virus dello stesso ceppo dell’influenza messicana, ma – secondo i medici – comunque differente. Le condizioni dei quattro, ad ogni modo, non sembrano
preoccupanti. Due di loro sono ricoverati all’ospedale di Sant’Angelo Lodigiano, gli altri due si trovano a casa. Dopo aver valutato i sintomi e considerato l’allarme attuale, i medici
lodigiani hanno contattato il reparto malattie infettive del San Matteo di Pavia per le analisi che sono state affidate al laboratorio di Virologia. I risultati di tutti e 4, però, sono
risultati negativi.

Obama chiede 1,5 miliardi di dollari per la California

Nonostante la sorprendente virata dell’Oms crescono negli Stati Uniti i casi accertati di febbre suina e in California, dove una decina di persone hanno finora contratto la malattia, il
governatore Arnold Schwarzenegger ha proclamato lo stato di emergenza. “Non c’é ragione di allarme, ma questa misura aiuterà le autorità sanitarie statali a far fronte ai
focolai di contagio”, ha detto il governatore mentre a Washington il presidente Barack Obama ha chiesto al Congresso di stanziare 1,5 miliardi di dollari per combattere l’epidemia. Serviranno a
“rafforzare le capacità” del paese di rispondere all’influenza da suini e per far fronte ad eventuali emergenze sanitarie, ma non sono il segno di un aumento della preoccupazione, ha
detto il portavoce Robert Gibbs, osservando che la lotta all’influenza richiede “prudente pianificazione”, ma non panico.

La Farnesina: “Evitate l’intero Messico”

“Evitate l’intero Messico”. è questo il nuovo messaggio che arriva agli italiani dalla Farnesina, invitati ad evitare i viaggi “non strettamente necessari” per il pericolo posto
dall’influenza dei suini. Il ministero degli Estert lo fa attraverso il sito internet “Viaggiare sicuri”: “Alla luce dei nuovi focolai che hanno interessato anche quegli Stati del Messico che
fino al 27 aprile risultavano apparentemente immuni dal fenomeno, ed anche dal livello di allerta dell’Oms, si sconsigliano fino a nuovo avviso i viaggi in tutto il territorio della Repubblica
Messicana che non siano strettamente necessari”. In un primo avviso diffuso domenica la raccomandazione era stata limitata ad alcuni Stati settentrionali del Messico in cui si erano registrati
i primi casi di contagio. Nel nuovo avviso, inoltre, si ricorda che “per evitare il contagio è raccomandato evitare la frequentazione di luoghi pubblici, avere particolare attenzione
nella cura dell’igiene personale, e di rivolgersi alle strutture sanitarie locali in presenza di sintomi influenzali”. Da notare, che come faceva anche nel primo avviso, la Farnesina evita
accuratamente di nominare gli Stati Uniti d’America. Evidentemente il ministro Frattini è più “realista” del presidente degli Usa, Barack Obama, che per la suina ha proclamato
l’emergenza nazionale.

Angelo Angeli