Per assicurare uniformità di applicazione da parte delle sue sedi della sentenza della Corte Costituzionale con la quale è stato riconosciuto il diritto dei nipoti viventi a carico
alla pensione di riversibilità dei nonni, l’INPDAP ha emanato recentemente ulteriori istruzioni per quanto riguarda il requisito della vivenza a carico.

  Il requisito risulta soddisfatto nei casi di mantenimento abituale dei nipoti minorenni da parte del nonno, di non autosufficienza economica dei genitori e di impossibilità, da
parte di uno o di entrambi i genitori, di provvedere al mantenimento dei figli. I genitori non devono quindi svolgere alcuna attività lavorativa e non devono avere alcuna forma di reddito,
da intendersi come percezione materiale di somme di denaro a qualsiasi titolo.

  La circolare precisa che non è perfezionato il requisito dell’assenza di reddito quando il genitore è titolare, tra l’altro, di assegno alimentare corrisposto al coniuge in
caso di separazione o divorzio (con esclusione della quota destinata al mantenimento dei figli), di pensione di invalidità civile, del reddito minimo di inserimento o di altre prestazioni
corrisposte come contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, di prestazioni economiche previste da leggi regionali, di assegno di sostegno corrisposto dall’INPS ai nuclei familiari
composti da almeno tre figli minori, di reddito derivante da immobili non adibiti ad abitazione principale, del reddito dell’abitazione principale, al lordo della deduzione fiscale.

  L’acertamento delle condizioni necessarie per il riconoscimento ai nipoti della pensione di riversibilità e dell’assegno per il nucleo familiare verrà effettuato in modo
rigoroso, anche per il tramite delle Forze di polizia, l’Agenzia delle Entrate, gli Uffici del Lavoro ed altre Pubbliche Amministrazioni.