D: Come è stato modificato dal nuovo CCNL Metalmeccanici l’istituto della reperibilità? Il lavoratore può rifiutarsi di compiere turni di reperibilità?
C’è una procedura che le aziende devono assolvere con le RSU? La reperibilità potrà essere richiesta solo settimanalmente? E con quali modalità? Come sono compensati
tali turni di reperibilità? L’istituto delle reperibilità può essere applicato anche al personale direttivo?

R: La reperibilità è un istituto complementare alla normale prestazione lavorativa mediante il quale il lavoratore è a disposizione della Direzione aziendale per sopperire
ad esigenze non prevedibili al fine di assicurare il ripristino e la continuità dei servizi, la funzionalità o sicurezza degli impianti.

L’art. 5-ter del nuovo Accordo Metalmeccanici Federmeccanica in ordine alla «Reperibilità» ha chiarito che le ore di reperibilità non devono considerarsi
ai fini del computo dell’orario di lavoro legale e contrattuale.

L’azienda che intenda utilizzare la reperibilità ne darà informazione preventiva alla Rappresentanza sindacale unitaria, di norma in apposito incontro, illustrando le
modalità applicative che intende adottare, il numero dei lavoratori coinvolti e la loro professionalità.

Le aziende che utilizzano l’istituto della reperibilità incontreranno con periodicità annuale le Rappresentanza Sindacale Unitaria per verificare l’applicazione dell’istituto
anche in relazione all’utilizzo della deroga al riposo giornaliero con specifico riferimento alla tipologia dei casi, alla loro frequenza e in relazione al carattere di eccezionalità
della stessa.

Il lavoratore potrà essere inserito dall’Azienda in turni di reperibilità definiti secondo una normale programmazione plurimensile di norma previo preavviso scritto di 7 giorni.
Sono fatte salve le sostituzioni dovute a situazioni soggettive dei lavoratori coinvolti nei turni di reperibilità.

Fermo restando il possesso dei necessari requisiti tecnici, le aziende provvederanno ad avvicendare nel servizio di reperibilità il maggior numero possibile di lavoratori dando
priorità ai dipendenti che ne facciano richiesta.

Secondo quanto stabilito dal CCNL nessun lavoratore può rifiutarsi, salvo giustificato motivo, di compiere turni di reperibilità.

Nel caso in cui i lavoratore ritenga sussistere un giustificato motivo che, anche temporaneamente, non gli permette lo svolgimento di turni di reperibilità, può richiedere un
incontro alla Direzione aziendale per illustrare le sue ragioni con l’eventuale assistenza di un componente la Rappresentanza sindacale unitaria.

Al fine di garantire che la reperibilità sia uno strumento efficiente ed efficace ed al contempo consentire al lavoratore di svolgere una normale vita di relazione, l’azienda
adotterà soluzioni tecnologiche adeguate per evitare che il lavoratore debba permanere presso un luogo definito.

Il lavoratore in reperibilità in caso di chiamata è tenuto ad attivarsi immediatamente per far fronte all’intervento richiesto in un tempo congruo - in modo da
raggiungere il luogo dell’intervento di norma entro 30 minuti dalla chiamata fatta salva diversa pattuizione aziendale – e dovrà informare l’azienda del prevedibile tempo necessario per
giungere sul luogo ove è chiamato ad intervenire.

Nel caso in cui il lavoratore durante il periodo di reperibilità assuma comportamenti tali da rendere inutile la richiesta di intervento non sarà riconosciuta l’indennità
di reperibilità e si attiverà la procedura disciplinare di cui agli articoli 23 e seguenti della presente Disciplina generale.

La reperibilità potrà essere richiesta sua oraria, sia giornaliera, sia settimanale.

La reperibilità settimanale non potrà eccedere le due settimane continuative su quattro e non dovrà comunque coinvolgere più di sei giorni continuativi.

Il compenso previsto è il seguente:

 

b) Compenso giornaliero

c) Compenso settimanale

Livello

16 ore (giorno lavorato)

24 ore (giorno libero)

24 ore festive

6 giorni

6 giorni con festivo

6 giorni con festivo e giorno libero

1-2-3

4,50

6,75

7,30

29,25

29,80

32,05

4-5

5,35

8,40

9,00

32,15

35,75

38,80

superiore al 5°

6,15

19,10

10,65

40,85

41,40

45,35



L’importo orario di reperibilità viene determinato dividendo per 16 gli importi espressi nella prima colonna (16 ore – giorno lavorato) della precedente tabella.

Il trattamento di reperibilità è dovuto per il periodo nel quale il lavoratore è in attesa di un’eventuale chiamata da parte dell’azienda.

Dal momento della chiamata e per il tempo necessario a raggiungere il luogo dell’intervento e di quello necessario al successivo rientro verrà riconosciuto un trattamento pari all’85%
della normale retribuzione oraria lorda senza maggiorazioni.

Le ore di intervento effettuato, ivi comprese quelle c.d. «da remoto», rientrano nel computo dell’orario di lavoro, salvo il riconoscimento di riposi compensativi, e
saranno compensate con le maggiorazioni previste dal presente Contratto nazionale per il lavoro straordinario, notturno e festivo nelle sue varie articolazioni.

Le prestazioni effettuate durante la reperibilità saranno comunque retribuite come lavoro straordinario e conteggiate come tali solo se aggiuntive al normale orario contrattuale.

Sulla base delle leggi vigenti si concorda che è premessa la deroga, che non può assumere carattere di strutturalità, al riposo giornaliero di 11 ore consecutive per i
lavoratori che prestano la loro opera in regime di reperibilità, garantendo, in ogni caso, un riposo giornaliero consecutivo almeno pari a 8 ore ed accordando una protezione
appropriata.

In aggiunta al compenso per reperibilità, al trattamento economico per il tempo di viaggio e della retribuzione dovuta per la prestazione effettuata, per ogni chiamata da parte
dell’azienda seguita da intervento effettivo sarà riconosciuto un compenso pari a 5,00 euro.

Nel caso in cui non sia utilizzato il mezzo aziendale ed il lavoratore reperibile utilizzi mezzi pubblici di trasporto ovvero sia autorizzato all’uso di un proprio mezzo di trasporto per
raggiungere il luogo dell’intervento le spese di viaggio saranno rimborsate; la quantificazione del rimborso sarà effettuata secondo gli accordi e le prassi aziendali in atto.

Il personale direttivo è escluso dall’applicazione della presente normativa.

Sono fatti salvi gli accordi aziendali esistenti che regolamentano la materia.