Timido ed impacciato. Caratterialmente schiacciato da avversari come Alberico o Luisa, dotati di personalità (e forse arroganza) superiore. Simpatico, ma con una simpatia meno arrembante
di Federico. Coi giudici ha mostrato un rapporto difficile, tra sottomissione ed impaccio: alcuni, come Joe Bastianich e Carlo Cracco, l’hanno trasformato nel bersaglio preferito.

Eppure, Spyros Theodoridis ha vinto. Il greco di Atene (ma cittadino italiano residente a Modena) si è laureato primo Masterchef d’Italia.

Arrivare in fondo non è stato facile. La struttura di Masterchef è pensata per esaltare (o deprimere) la capacità d’inventiva rapida, ma anche la resistenza nel lungo
termine. Possono così arrivare prove in cui si deve creare una ricetta con ingredienti segreti fino all’ultimo. Ma possono arrivare test in cui si chiede di preparare un piatto semplice,
a ripetizione e senza errori.

Gli spettatori ricorderanno la micidiale prova delle uova al tegamino: piatto banale, ma da preparare a decine in pochi minuti ed in qualità tale da superare il giudizio di cuochi
Michelin.

Ma Spyros ha vinto. Nonostante un carisma non eccezionale, nonostante qualche scivolata pericolosa (proprio sulla prova delle uova al tegamino) è riuscito ad arrivare primo, battendo
sfidanti ben più accreditati. Rivali pericolosi come Luisa, le cui prestazioni nella fase finale avevano aumentato le sue prestazioni.

Ora, con il titolo in tasca (e la possibilità di pubblicare un libro di ricette) il greco d’Italia deve pensare al suo futuro. Forse ironicamente, la cucina non è la prima delle
sue passioni. Tale ruolo è occupato dal teatro: nel 1995, Spyros Theodoridis ottiene il diploma alla scuola superiore di arte drammatica ed inizia a calcare la scena, partecipando anche
a programmi della TV greca.

Il suo legame con la cucina è nato per motivi contingenti: “Mia madre non cucinava quasi mai, sempre troppo impegnata con il suo lavoro. Io volevo scoprire nuovi sapori, volevo sentire
gli odori delle spezie e delle erbe aromatiche. Ho iniziato a cucinare a 12 anni, preparavo piatti semplici e tradizionali, cercando di migliorare, trovare nuovi sapori, creare e studiare.
Cucinare bene è un’arte e, come tutti gli artisti, bisogna trattare con amore la propria opera, metterci tanta passione e rispetto”.

Ciò detto, forse lavorare tra tegami e fornelli non è poi così male. Come spega la scheda ufficiale di Masterchef, la massima ambizione espressa da Spyros è poter
aprire un ristorante nell’isola di Hydra.

Matteo Clerici