I brutti anatroccoli possono diventare cigni, anche nel settore dell’alimentazione. Il sorgo, una volta considerato granaglia di scarto buona come cibo per mucche, diventa un cibo di serie A,
prezioso grazie ad un contenuto di antiossidanti superiore a quello dei “nobili” mirtilli e melograni.

E’ quanto afferma una ricerca dell’Università della Georgia, diretta dalla professoressa Diane Hartle e pubblicata sul “Journal of Medicinal Food”.

Gli scienziati hanno preso in esame alcune specie di sorgo, in particolare il sorgo nero ed il sumac, confrontando la loro crusca con quella di altri vegetali. La ricerca ha mostrato come
nell’involucro dei due “prescelti” vi fossero dai 23 ai 64 milligrammi di polifenoli, contro i mg dei mirtilli ed i 2-3 mg del succo di mela; ulteriori test hanno dato risultati positivi
riguardo all’azione degli antiossidanti del sorgo contro gli stati infiammatori.

Attualmente il sorgo è uno dei cereali più diffusi al mondo (gli USA ne sono grandi produttori); tuttavia, è poco considerato dal mercato. A nulla sono valse ricerche
precedenti, che hanno mostrato come tale vegetale batta per contenuto di antiossidanti i “parenti ricchi” come riso, frumento ed avena. In ogni caso, il lavoro della dottoressa Hartle e
colleghi va avanti, con l’obiettivo di creare un preparato a base di sorgo e succo di mela e di sostituire la farina di sorgo al posto di quella raffinata ella quale mancano le proprietà
benefiche della crusca.

Fonte: “Study finds that sorghum bran has more antioxidants than blueberries, pomegranates”, University of Georgia: News & Information, 10/09/010

Matteo Clerici

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