Il tema degli OGM è uno dei temi caldi dell’agricoltura e dell’alimentazione italiana.

Se molte ricerche descrivono una popolazione contraria, un’indagine recente descrive gli italiani come interessati e possibilisti.

E’ il lavoro svolto da ISPO per Futuragra, l’associazione di agricoltori che si batte per l’introduzione delle
biotecnologie in Italia.

Esaminando i dati, emerge subito il sostegno alla ricerca: la maggioranza degli intervistati (62%) ritiene che l’Italia dovrebbe adottare le condizioni degli altri Paesi, mentre altri (49%) non
concorda con lo stop dei test ordinati dal Paese: ancora, molti (55%) vuole la loro ripresa.

Queste opinioni sono più comuni nei soggetti medio-giovani (35-44) e dalla buona istruzione, dsalla laurea in su. Allora, commentano i sondaggisti, ciò dimostra come in Italia la
questione OGM sia ideologizzata e trattata con informazioni faziose. Allora, i più consapevoli vogliono più scienza e più ricerca.

Discorso simile per l’ambito commerciale. Alcuni (55%) si dichiarano “Possibilisti” riguardo all’acquisto di prodotti biotech, mentre qualcuno di meno (52%) ritiene che, se si permette la
vendita, è necessario permettere la coltivazioni.

Infine, la ricerca ha toccato la battaglia impari tra gli agricoltori italiani, bloccati dai divieti ed i colleghi stranieri. Ancora, la maggioranza (56%) non trova giusta la differenza, mentre
solo molto pochi (7%) vedono la situazione come nono problematica.

Comunque sia, conclude ISPO, i dati raccolti mostrano come “Gli italiani percepiscono l’agricoltura come un settore produttivo primario”.


Matteo Clerici