L’alimentazione, una corsa ad ostacoli. Si prenda il pesce: questo fornisce antiossidanti, preziosi per tener lontano malattie come Parkinson, diabete ed Alzheimer. Tuttavia, fornisce mercurio,
capace di legarsi ai nutrienti ed indebolire l’organismo.

A descrivere il sistema, una ricerca dell’Università dell’Alaska Fairbanks, diretta dal professor Kriya Dunlap e pubblicata su “Evironmental Research Letters”.

Gli scienziati hanno lavorato su particolari cavie, 12 cani husky, scelti per due motivi. Primo, i loro meccanismi immunitari, tossicologici e cognitivi sono simili a quelli dell’uomo. Secondo,
è abbastanza “umana” anche la loro dieta, con dosi di carne e pesce, in primis salmone.

Proprio il salmone, secondo le analisi, mostra le due facce della medaglia. Da un lato, dà antiossidanti: dall’altro, contiene mercurio, le cui quantità “Sono ben al di sotto dei
limiti imposti dall’Environmental Protection Agency e i benefici per la salute rispetto ai prodotti alimentari trasformati sono ancora abbastanza significativi”. Ciò detto, va ricordato
come “Gli indici di salute possono essere compromessi da livelli di mercurio indica che il controllo deve continuare e che la quantità di mercurio deve essere costantemente monitorata”.
Il mercurio è infatti capace di legarsi agli antiossidanti, diminuendone l’efficacia.

Gli esperti ricordano come non tutti i pesci presentino uguali livelli d’inquinante. I più colpevoli sono i grandi predatori, ai piani alti della catena alimentare: verdesca, pescespada,
tonno. Riguardo quest’ultimo, il tonno in scatola è più sicuro, perchè pescato in mari meno inquinati.

Tra i puliti, spiccano i pesci d’allevamento: unico loro possibile problema, la presenza di mercurio nei mangimi.

FONTE: “Mercury lowers sled-dog antioxidant levels”, Evironmental Research Letters Web, Nov 21, 2011

Matteo Clerici

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