Più la TV mostra pubblicità di fast food, più si diffonde l’obesità giovanile. E’ la tesi di una ricerca del Children’s Hospital (sezione Dipartimento di Pediatria),
di Dartmouth, diretta dal dottor Auden McClure e presentata al recente convegno delle Pediatric Academic Societies (PAS) di Boston.

Gli scienziati hanno lavorato con 3.342 giovani (età 15-23 anni), valutando caratteristiche come età, sesso, etnia, status socio-economico, attività ed esercizio fisico,
tempo passato davanti alla TV. Poi, l’amore per il fast food: bibite, bevande gassate, snack e frequentazione di fast food.

Inoltre, il problema della pubblicità: i volontari hanno assorbito 20 annunci di pubblicità di alcolici e 20 sezioni (frame) di spot televisivi di ristoranti self service, privo
del marchio.

Dopodiché, gli è stato chiesto loro se ricordavano l’annuncio e lo legavano al marchio. Il 18% dei volontari era in sovrappeso ed il 15% era affetto da obesità. Inoltre,
questo il nucleo della ricerca, la percentuale di obesi era più elevata nei conoscitori di spot (17%) che in quelli che non li conoscevano (8,3%).

E, spiegano gli esperti, tale legame non è diventata evidente con gli spot di alcolici, perciò ciò suggerisce “Che il rapporto era relativo specificamente alle
pubblicità di fast-food. Va inoltre precisato che i risultati non sono legati soltanto alla sedentarietà connessa alla visione televisiva”.

Chiarisce uno degli scienziati coinvolti, il dottor James Sargent: “Le persone che hanno maggiore familiarità con questi annunci hanno modelli di consumo alimentare che includono marchi
ad alto contenuto calorico o sono particolarmente sensibili a segnali visivi che spingono verso il cibo”.

FONTE: “TV Ads May Play Role in Underage Drinking, Obesity”, PAS, 29/03/012

Matteo Clerici

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