Firenze – Da molto tempo in tutti gli uffici postali si puo’ trovare una brochure sul piano di previdenza integrativa delle poste denominato “postaprevidenza valore” che riporta in bella
evidenza una tabella con alcuni esempi di versamento mensile nel prodotto e rendita mensile che si prevede di ottenere a scadenza come integrazione della pensione.

Nelle note della tabella e’ specificato “Elaborazione in base ipotesi ISVAP circ. 445/D, 2001″.

Detta circolare specifica come debbono essere costruire le elaborazioni al fine di consentire ai potenziali clienti di effettuare una “valutazione orientativa del ‘fabbisogno’ di investimento
previdenziale necessario ad integrare la pensione pubblica sia nella fase di accumulazione che in quella di percezione della pensione complementare”; specifica che “L’elaborato presentera’ i
valori previdenziali maturati nel corso del rapporto contrattuale, nonche’ il valore della rendita da erogare, secondo due distinte ipotesi di redditivita’ reale media, pari all’1% e 3%,
ritenute coerenti con le previsioni di redditivita’ di lungo periodo. ”

Gia’ ad una prima occhiata si percepisce subito che nella brochure non vengono riportate due ipotesi di rendimento ma una sola per ogni caso analizzato (UOMO e DONNA con versamenti da 65 e 85
euro mensili). Piu’ difficile, per un cliente medio, valutare se l’ipotesi di rendita mensile pubblicata nella brochure sia attendibile o meno.

Nel caso di un uomo di 35 anni che versa 85 euro mensili e che va in pensione a 65 anni, le Poste stimano una “Rendita mensile”, secondo loro, in base alla suddetta circolare ISVAP pari a
266,69 euro.

E’ realistica questa stima e, soprattutto, e’ conforme alle ipotesi dell’ISVAP che si sostiene di seguire?

No! Lo dicono i numeri.

Versando 85 euro per 30 anni, ipotizzando un rendimento del 2%, si ottiene a scadenza un capitale pari a euro 41.881,66 . Secondo la tabella pubblicata a pag 7 delle Condizioni Generali di
Contratto, con un questo capitale la rendita mensile sarebbe pari a 174,89 euro. Oltre un terzo in meno di quella promessa!

Non e’ questa pubblicità ingannevole? Abbiamo presentato denuncia alle autorita’ competenti e -speriamo presto- vedremo il loro parere.

Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio