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Prezzi

Dati dell'Osservatorio prezzi del Governo

Prezzi, Coldiretti: «il pane raddoppia da Napoli a Milano»

Il prezzo del grano si è ridotto di un ulteriore 10 per cento a novembre rispetto al mese precedente senza determinare al momento alcun effetto positivo su pane e pasta

© COLDIRETTI.it - 02/12/2007

Il prezzo medio del pane raddoppia tra Napoli (1,74 euro/chilo) e Milano (3,51 euro/chilo) mostrando un forte variabilità nelle diverse città con valori che variano tra i 3,34 euro al chilo a Bologna, 2,42 euro al chilo a Palermo e 2,20 a Roma.

E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti, sulla base dei dati dell'Osservatorio prezzi del Governo, dalla quale si evidenzia che i forti rincari non dipendono dall'andamento del prezzo del grano che è uguale su tutto il territorio perché fissato su valori internazionali ed incide per appena il 10 per cento sul prezzo finale. Peraltro - sottolinea la Coldiretti - il prezzo del grano si è ridotto di un ulteriore 10 per cento a novembre rispetto al mese precedente senza determinare al momento alcun effetto positivo su pane e pasta. L'andamento evidenzia che - precisa la Coldiretti - alla diminuzione delle materie prime agricole non fa seguito una diminuzione dei prezzi al dettaglio che invece tendono per gli alimentari sempre ad aumentare. Si tratta di una evidente dimostrazione che - sottolinea la Coldiretti - eventuali variazioni dei prezzi alla produzione agricola hanno effetti molto limitati sui prezzi al consumo che dipendono dai rincari che si verificano nel percorso che porta gli alimenti dal campo alla tavola a causa delle filiere inefficienti che perdono valore e sulle quali occorre intervenire con le necessarie ristrutturazioni.

Sui circa 467 Euro al mese che ogni famiglia italiana spende per gli acquisti di alimenti e bevande oltre la metà per un valore di ben 238 Euro (51 per cento), va al commercio e ai servizi, 140 (30 per cento) all'industria alimentare e solo 89 (19 per cento) alle imprese agricole, a significare che i prezzi dal campo alla tavola aumentano di cinque volte ( 400 per cento). Questo significa che - conclude la Coldiretti - nella forbice dei prezzi tra la produzione e il consumo c'è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie. Una esigenza che riguarda l'alimentare.

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