Sicurezza alimentare

Dopo i vetri di murano made in China, ora tocca al pomodoro

Made in Italy: Troppo il pomodoro cinese nella salsa italiana

Quasi il 10% del concentrato di pomodoro spacciato per Made in Italy è cinese

Pubblicato il 29/06/2010 alle 07:00



La prima voce delle importazioni agroalimentari dalla Cina sono i pomodori conservati con un quantitativo sbarcato in Italia nel 2009 pari a ben 82 milioni di chili da 'spacciare' come Made in Italy. E' quanto afferma la Coldiretti che, in riferimento al sequestro di falsi vetri di Murano provenienti dalla Cina, sottolinea che a rischio c'é anche un altro importante simbolo del made in Italy.

Il quantitativo di concentrato di pomodoro che arriva in Italia dal gigante asiatico corrisponde - sottolinea la Coldiretti - a circa il 10 per cento della produzione nazionale di pomodoro fresco destinato alla trasformazione realizzata in Italia che nel 2009 è stata pari a 5,73 miliardi di chili.

Dalle navi provenienti dall'Oriente sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Ogni giorno in media arrivano nei porti italiani oltre mille fusti di concentrato di pomodoro dalla Cina che finisce sulle tavole mondiali come condimento tipico dei piatti Made in Italy .   

Un protocollo sanitario specifico per il controllo del pomodoro concentrato cinese all'ingresso nei porti comunitari, l'obbligo di indicare l'origine del pomodoro utilizzato nei derivati del pomodoro e l'immediata e tempestiva attivazione del meccanismo di salvaguardia con un dazio doganale aggiuntivo come misura antidumping prevista dalla normativa comunitaria, sono le richieste formulate dalla Coldiretti, dalle cooperative agricole dell'Unci e dalle industrie conserviere dell'Aiipa per contrastare la concorrenza sleale al vero Made in Italy.  

Ansa.it per NEWSFOOD.com

Un protocollo sanitario specifico per il controllo del pomodoro concentrato cinese all'ingresso nei porti comunitari, l'obbligo di indicare l'origine del pomodoro utilizzato nei derivati del pomodoro e l'immediata e tempestiva attivazione del meccanismo di salvaguardia con un dazio doganale aggiuntivo come misura antidumping prevista dalla normativa comunitaria, sono le richieste formulate dalla Coldiretti, dalle cooperative agricole dell'Unci e dalle industrie conserviere dell'Aiipa per contrastare la concorrenza sleale al vero Made in Italy.


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Commenti totali: 1

florencia il 14/06/2012 alle 15:04 ha scritto:

E ora qual'è la situazione?Nessuno più parla di questo mercato oscuro e non si capisce cos'è stato realmente fatto per risolvere o contenere il problema. Quali sono i veri rischi per i consumatori e perché l'Italia non è in grado di far fronte al fabbisogno del paese, dato che sono tanti gli agricoltori che hanno investito su questo prodotto.


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