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Mozzarella

Tutelare il buon nome del Made in Italy nel mondo

Diossina: per la Coldiretti serve azione diplomatica salva mozzarella

E' quanto chiede la Coldiretti in riferimento al blocco delle importazioni di mozzarella di bufala che sembra essere stato deciso da Paesi come Corea del Nord, Giappone e Taiwan

© COLDIRETTI.it - 25/03/2008

Serve subito una seria azione diplomatica per superare i blocchi alle importazioni che rischiano di provocare un ingiustificato effetto valanga sulle vendite stimate in calo fino al 60 per cento, è quanto chiede la Coldiretti in riferimento al blocco delle importazioni di mozzarella di bufala che sembra essere stato deciso da Paesi come Corea del Nord, Giappone e Taiwan.

Si tratta - sottolinea la Coldiretti - di misure sproporzionate ed ingiustificate che sono assunte sotto la spinta emotiva di informazioni false e superficiali che i Ministeri competenti a livello nazionale devono saper contrastare sulla base delle importanti attività di controllo e certificazione effettuate.

Le barriere commerciali nei confronti della mozzarella di bufala sono - sostiene la Coldiretti - il primo effetto esplicito dei danni provocati a settori importanti dell'economia dai ritardi accumulati nell'affrontare l'emergenza rifiuti in Campania, alla quale vengono strumentalmente collegate.

Una situazione drammatica che - afferma la Coldiretti -.rischia di avere un impatto economico ed occupazionale ben piu' rilevante di quello della vendita della compagnia di bandiera Alitalia.

Occorre fare chiarezza - continua la Coldiretti - per tutelare l'immagine di un prodotto destinato per il 16 per cento all'esportazione che offre opportunità di occupazione a 20mila persone con una produzione annuale di circa 33 mila tonnellate.

La mozzarella di bufala - precisa la Coldiretti - è un prodotto simbolo del Made in Italy alimentare ed è esportata, soprattutto nei Paesi Europei ma che si sta estendendo anche al Giappone e ad altri Paesi extra europei a cominciare dalla Russia.

Dal 12 giugno 1996, la Mozzarella di Bufala Campana - ricorda la Coldiretti - ha ottenuto il riconoscimento del marchio a Denominazione di Origine Protetta. Come quantità di produzione è al quarto posto tra i formaggi a denominazione di origine (DOP) nazionali ed è realizzata - conclude la Coldiretti - per circa il 90 per cento in Campania, mentre il basso Lazio e la provincia di Foggia trasformano il 10 per cento.

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