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Megale (Cgil) commenta dato Istat sulle retribuzioni: necessario aumentare i redditi da lavoro per evitare la perdita del potere d'acquisto dei salari

Nel primo trimestre 2009 l'aumento dei salari è stato inferiore all'incremento dell'inflazione

© CGIL.it - 16/06/2009

"Un dato che sconta gli effetti della crisi, e la fine di una coda di rinnovi contrattuali, ma che riporta anche l'attenzione sul fatto che per invertire questa spirale negativa bisogna aumentare i redditi netti da lavoro". Così il segretario confederale della CGIL, Agostino Megale, commenta il dato Istat sulle retribuzioni diffuso oggi che segna, spiega il dirigente sindacale, "una crescita delle retribuzioni di fatto del I trimestre 2009 dello +0,6% e che si attesta tendenzialmente sotto l'inflazione dello stesso periodo pari a un +1,5%: la crisi, oltre a colpire l'occupazione, genererà circa un punto di perdita di potere d'acquisto dei salari".

D'altro canto, continua Megale, "se dal 2001 al 2008 le retribuzioni di fatto avevano registrato una crescita minore dell'inflazione che, assieme alla mancata restituzione del fiscal drag, ha portato in sette anni ad una perdita cumulata di potere d'acquisto pari a 2.467 euro, nonostante i successivi recuperi contrattuali. Alla fine del 2009 un punto in meno porterebbe perciò tale perdita a circa 2.800 euro". Per questo il dato di oggi, oltre a "scontare gli effetti della crisi", secondo il sindacalista "riporta anche l'attenzione sul fatto che per invertire questa spirale negativa bisogna sostenere i redditi da lavoro: se non aumentano le retribuzioni anche la domanda interna non riprende a crescere così come non cresce l'intera economia nazionale. Né con il nuovo modello contrattuale, che adotta un'inflazione depurata dalla componente energetica mentre intanto la benzina aumenta, né con le misure inefficaci messe in campo dal governo per fronteggiare la crisi si riuscirà ad evitare questa perdita".

"Cos'altro serve al governo perché capisca l'urgenza di prevedere misure a sostegno del lavoro e, in particolare, delle retribuzioni?", precisa il dirigente della CGIL nel rilanciare "un provvedimento, come più volte sostenuto dalla CGIL, che stabilisca 100 euro medi di incremento mensile in busta paga, a partire da gennaio 2010, sotto forma di un aumento delle detrazioni per lavoratori dipendenti, pensionati e collaboratori. Solo in questo modo - conclude Megale - si può evitare un ulteriore perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni".

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