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Dalle Regioni / Basilicata - Manifestazioni
Cia Basilicata: la partecipazione a "PiccolaGrandeItalia"
Il progetto per un marchio dei prodotti lucani di qualità
© CIA.it - 07/05/2008
«La partecipazione della Cia alle manifestazioni di «PiccolaGrandeItalia -Voler bene all'Italia» in programma nel prossimo fine settimana, fa seguito al protocollo di intesa firmato, nelle settimane scorse, tra Anci, Cia, Coldiretti e Confagricoltura, come ulteriore occasione di concertazione e sussidiarietà tra chi rappresenta istituzionalmente il territorio (il Comune) e chi il mondo agricolo e produttivo».
E' il commento del presidente della Cia lucana Donato Distefano, sottolineando che «risorse naturali, territorio e agricoltura sono i tre fattori principali per generare reddito, sviluppo, qualità dell'ambiente, coesione territoriale e ridare fiducia alle comunità dei piccoli paesi.
«Risulta del tutto evidente che -afferma Distefano- una simile impostazione si sposa bene con la nostra vocazione e propensione rurale, e con le nostre innumerevoli produzioni tipiche e di nicchia, legate al nostro territorio prevalentemente rurale disarticolata in piccole comunità, i 580.000 abitanti lucani censiti al 2006 nei 131 lucani fatta eccezione per le due città capoluogo che da sole contano circa 130.000 abitanti e altri 7 comuni superiori ai 10.000 abitanti con circa 100.000 abitanti, i restanti 360.000 sono ripartiti negli ulteriori 122 comuni, quindi una realtà fatta di piccoli e piccolissimi comuni di cui 22 superiori ai 5.000 abitanti, 100 sono sotto i 5.000 abitanti, 70 sotto i 3.000 e siamo a quota 30 sotto i 1.000. Realtà demografica fortemente frammentata e diffusa sul nostro territorio, che per circa un quarto è allocata nelle aree extra urbane, (tale rapporto nei piccoli comuni sale ad un terzo), caratterizzata peraltro da una diffusa presenza di agglomerati/frazione censite circa 4.000 in tutta la regione e oltre quasi tutte abitate, oltre al forte frazionamento in poderi. Infatti in Basilicata l'Istat ha censito al 31/12/2005 circa 75.000 aziende agricole che rappresentano una capillare rete di prodotti oltre che presidio dei territori».
«Se, dunque, il nuovo fattore strategico destinato a rendere competitivo e redditivo il settore agricolo-alimentare e le aree rurale della nostra regione è la rinnovata centralità del «territorio», sempre piu' per poter competere nell'era della globalizzazione, la carta vincente -continua- si chiama qualità-distintività-legame delle produzioni con i territori di provenienza, che sono fattori della qualità di origine. Queste sono le componenti che determinano la capacità di recuperare sbocchi mercati e consumi, in particolare quando le aree di provenienza vantano momenti di eccellenza riguardo la salubrità, l'integrità e la sanità».
«In Basilicata intorno a questa impostazione per le caratteristiche fisiche, orografiche del nostro territorio abbiamo -rileva Distefano- un giacimento a disposizione che va coltivato, reso produttivo. Infatti, riteniamo che una delle opzioni vincenti può essere rappresentata dal territorio e dallo spazio rurale ambito nel quale favorire sviluppo diffuso, luogo e segmento nel quale agiscono, operano e producono le aziende agricole e professionale» .
Per questo la Cia Basilicata, in occasione di «PiccolaGrandeItalia», rilancia la proposta alla Regione e al Dipartimento Agricoltura di dare continuità all'azione avviata con i «disciplinari di produzione» per l'attuazione di un'agricoltura rispettosa dell'ambiente e dei consumatori. Tutto ciò per favorire e consolidare un rinnovato patto con la trasformazione locale-filiera lucana e di lavorare all'istituzione di un marchio regionale che riassuma:
-l'origine dei prodotti, la provenienza quale fattore di distintività, il legame con i territorio per competere, acquisire sbocchi di mercati e consumi;
-un marchio di origine regionale che fa della provenienza territoriale il suo valore aggiunto;
-un marchio che coniuga prodotto,territorio, sicurezza alimentare e nutrizionale (dieta mediterranea e dieta lucana).









