Casa
Graduazione nell'esecuzione degli sfratti per i soggetti più deboli
Sfratti: bocciata dalla Consulta la graduazione
Il Sicet Cisl chiede al Governo una soluzione d'urgenza
Pubblicato il 29/05/2008 alle 00:00
La Corte Costituzionale ha bocciato, con la sentenza n° 166 del 23 maggio, la graduazione nell'esecuzione degli sfratti per i soggetti più deboli (anziani, portatori di handicap, famiglie con redditi modesti e figli a carico).
Mentre una parte dell'Italia festeggia l'abolizione dell'ICI, la popolazione più povera aggiunge alla pesante instabilità abitativa l'ansia di poter trovare sull'uscio di casa: Polizia o Carabinieri per metterla fuori.
I fatti. Nel Febbraio 2007 il Parlamento, con una maggioranza trasversale, aveva approvato una legge: la n. 9 che dava ai comuni ad alta tensione abitativa l'opportunità di costituire delle commissioni per graduare l'utilizzo della forza pubblica nell'esecuzione degli sfratti. Favorendo così il passaggio da casa a casa ed evitando che soggetti deboli rimanessero per strada. Su iniziativa del Governatore Formigoni, la regione Lombardia ha presentato un ricorso alla Corte Costituzionale per l'abrogazione di parti della norma. I motivi: violazione delle competenze esclusive delle regioni in materia di assistenza sociale e di politiche abitative costituzionalmente previste.
La Corte con una decisione ancora una volta controversa e sorprendente ha deciso per l'illegittimità costituzionale di quella parte della norma.
Il SICET è oggi fortemente preoccupato per gli inquilini in affitto in quegli enti locali dove Sindaci e Prefetti hanno ottemperato alla norma, costituendo le commissioni e
regolamentando le modalità di graduazione degli sfratti sulla base della verifica puntuale dei requisiti delle famiglie interessate. Ma che vedono oggi la loro opera compromessa e la
loro sensibilità sociale delusa.
Il Segretario Generale del SICET Guido Piran ritiene inaccettabile la situazione derivante da una simile decisione che lascerebbe quella parte di popolazione (anziani, invalidi e famiglie
numerose) priva di ogni tutela in caso di sfratto.
Piran chiede una soluzione: proponendo al Governo un provvedimento d'urgenza, attraverso un decreto legge, che assegni alle Regioni i compiti di regolare la materia. Il Segretario Generale del
sindacato inquilini aderente alla CISL lancia un appello a tutte le forze sociali e politiche, già impegnate nella legge 9/07, per sostenere questa richiesta in modo tale da risolvere
una situazione la cui gravità sociale è davanti agli occhi di tutti.
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