Squalo

Per alcuni, è solo questione psicologica. Per altri, è un pezzo di cultura. La battaglia è aperta

Zuppa di pinne di squalo: ecologia, tradizione e soldi

Sempre più proteste. Ma il commercio mondiale non si ferma

Pubblicato il 08/08/2012 alle 17:48



Gli ambientalisti lo chiamano il paradosso dello squalo. I media danno piena notizia sui pochi casi in cui è il pesce ad attaccare l'uomo. Al contrario, quando il pesce è vittima non fa notizia: così, ogni anno vengono uccisi 73 milioni di squali nelle acque di tutto il mondo. Il metodo più comune è il finning: si taglia la pinna, parte preziosa, e si ributta l'animale in acqua a morire.

Le pinne vengono poi impiegate nella preparazione di una speciale, zuppa consumata specialmente in Asia.

Ma, se esistono persone che amano mangiare gli squali, ci sono altri che lottano per la loro conservazione.

In base alle stime ufficiali, Honk Kong è la capitale del commercio in questione: il 50% delle pinne di squalo, 10,3 milioni di chili di pinne l'anno. La destinazione principale, i banchetti di matrimonio. Secondo un antichissima tradizione, mangiare zuppa di pinne di squalo il giorno delle nozze porta fortuna e felicità alla futura coppia. Detto questo, l'azione di protesta degli ambientalisti locali sta riducendo nettamente la passione per tale alimento.

Discorso simile per i grandi alberghi. Di base promotori di pranzi speciali a base di pinne di squalo, questi sono costretti a fare marcia indietro su pressione dell'opinione pubblica. Caso clamoroso quello degli Hotel Peninsula, che hanno pubblicamente eliminato le pinne di squalo dai menu.

Detto questo, la battaglia è lungi dall'essere finita.

A favore degli abolizionisti, Adam Liaw. In un recente articolo del "The Wall Street Journal", l'editorialista di gastronomia asiatica ha criticato le pinne di squalo, definendondole insapore e dalla sgradevole consistenza gelatinosa.

A favore del consumo, la sensazione psicologica. Secondo alcuni studiosi, infatti, il buono del piatto in questione è la sensazione di dominare lo squalo, considerato il tiranno e signore dei mari.

E poi, il rispetto della tradizione: il nome di tale principio, l'Associazione di quartiere di Chinatown di San Francisco ha fatto causa allo Stato della California. Secondo l'Associazione, il divieto della vendita di pinne di squalo viola la consuetudine cinese ed è quindi una discriminazione.

Secondo molti, però, parlare di tradizione è una foglia di fico per legittimare un commercio che frutta milioni di dollari, con i vecchi consumatori (Repubblica Popolare Cinese) assieme ai nuovi (Emirati Arabi, Indonesia e Singapore).

A loro, ed in generale ai nemici degli squali, si rivolge la "Settimana dello squalo", di Discovery Channel, arrivata alla 25° edizione. Creata con l'aiuto di Gameloft e WildAid, la Settimana offre anche la possibilità di giocare con un puzzle-game stile cartoon: protagonisti, ovviamente, gli squali.


Matteo Clerici


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