Pomodoro

Alla Corte di Giarola la lunga storia di una fortunata tipicità

A Collecchio (PR) il 25 settembre si inaugura il Museo dell'Oro Rosso

La storia del pomodoro: memorie, persone, macchine, impianti, confezioni dei prodotti, immagini grafiche e pubblicitarie in parte ancora custodite...

Pubblicato il 15/09/2010 alle 16:07





Collecchio (PR) - Il territorio parmense, straordinario crogiuolo dell'agro-alimentare vanta diversi casi di successo come l'allevamento bovino e la produzione del "Parmigiano", l'allevamento suino e la produzione dei salumi. Sono storia che si somigliano, che trovano il nesso nelle soluzioni date al nodo critico del "come" conservare un prodotto fresco e deperibile (non importa che sia latte, carne suina o pomodoro).

La genialità e praticabilità della soluzione ha determinato la nascita delle straordinarie "filiere" di prodotti tipici come il pomodoro, la cui coltivazione fu propagandata, nella seconda metà dell'Ottocento da un agronomo innovatore come Carlo Rognoni, che ne sosteneva la sperimentazione agronomica e la divulgazione presso gli agricoltori.

Nell'epoca dei "Comizi Agrari" e delle "Cattedre Ambulanti", mentre i progressi che la scienza andava portando suscitavano grande fermento nelle campagne, altri maestri, come Bizzozero e Solari predicano le novità, ognuno con un proprio "stile" e una propria caratterizzazione. Le neonate Casse di Risparmio sostenevano le iniziative, incoraggiando per le campagne una stagione nuova tra miseria e tensione sociale immanente. Ma coltivare una nuova pianta non era sufficiente: occorreva lanciare sul mercato il prodotto che ne deriva.

Proprio negli anni in cui la scienza metteva a punto le prime rudimentali tecnologie per la preparazione delle conserve, Rognoni "intuì" che il futuro della coltivazione del pomodoro dipendeva dall'attività di trasformazione in conserve. Si affacciano così alla storia i "pionieri" dell'industria nascente, che si chiamano Mutti, Pagani, Rodolfi, Pezziol e altri ancora, che daranno vita a delle vere e proprie dinastie di imprenditori. Ma "l'invenzione" parmigiana critica destinata a far decollare il sistema "pomodoro" , nel 1922, si chiamerà Stazione Sperimentale delle Conserve.

Da allora l'innovazione tecnologica, l'assistenza alle imprese, il controllo di qualità, accompagneranno uno straordinario percorso, che giunge, ai nostri giorni, alla lavorazione di: un milione di tonnellate di pomodoro nel territorio provinciale. L'altra "invenzione" tutta parmigiana è di tipo commerciale: la Mostra delle Conserve (antesignana dell'odierno CIBUS) che si andrà affermando a partire dagli anni Quaranta del Novecento.

Oggi Parma esporta in mezzo mondo il suo "Oro Rosso". Una storia così ricca ha lasciato tracce evidentissime nei modi del vivere e del lavorare, oltre che del produrre: memorie, di persone, di macchine, impianti, confezioni dei prodotti, immagini grafiche e pubblicitarie in parte ancora custodite... materiale che ha infine alimentato la fondazione di un Museo, la cui sede del museo non poteva essere più adeguata: all'interno della Corte di Giarola, in un centro di trasformazione agroalimentare d'epoca medioevale, sede di un 'industria di trasformazione per i primi sessant'anni del '900.

L'allestimento, organizzato in sette sezioni tematiche parte con il racconto della storia, con l'arrivo del pomodoro in Europa nel '500 e la sua successiva diffusione nella cultura alimentare; prosegue con la seconda sezione che illustra lo sviluppo dell'industria di trasformazione nella realtà economica di Parma: dal prodotto secco alla conserva, dai concentrati alle passate, dai sughi pronti ai succhi da bere.

La terza mostra lo sviluppo delle tecnologie produttive e la quarta affronta la tematica del prodotto finito e degli imballaggi. La quinta sezione si dedica allo sviluppo dell'industria meccanica e la sesta racconta i protagonisti e i lavori in fabbrica. Chiude il percorso la cultura del Mondo del Pomodoro con pubblicità, citazioni, dipinti, sculture e ricette, fino ad arrivare al matrimonio con la pasta e la pizza.


Museo del Pomodoro scheda 

Inaugurazione Sabato 25 settembre 2010

Ore 10 Il pomodoro di Parma: storia, imprenditorialità e gusto

Ore 12.30 Inaugurazione del Museo

Visita guidata al Museo

Buffet: Il pomodoro in tutte le salse

Taglio della torta-pomodoro


Domenica 26 settembre 2010

Ore 15-18 Ingresso libero al Museo con visite guidate ogni ora

Ore 21 Concerto nella Corte con Elio e i filarmonici di Busseto


Orari di apertura:

1 marzo-8 dicembre 2010: sabato, domenica e festivi 10-13; 15-18;

da lunedì a venerdì aperto su prenotazione per gruppi di minimo 15 persone.

Dicembre-febbraio: aperto solo per gruppi su prenotazione.

Chiuso: lunedì e da dicembre a febbraio chiusura stagionale.

Dove: C/o Corte di Giarola - Parco del Taro - Strada Giarola, 11


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Proprio negli anni in cui la scienza metteva a punto le prime rudimentali tecnologie per la preparazione delle conserve, Rognoni "intuì" che il futuro della coltivazione del pomodoro dipendeva dall'attività di trasformazione in conserve.Oggi Parma esporta in mezzo mondo il suo "Oro Rosso". Una storia così ricca ha lasciato tracce evidentissime nei modi del vivere e del lavorare, oltre che del produrre: memorie, di persone, di macchine, impianti, confezioni dei prodotti, immagini grafiche e pubblicitarie in parte ancora custodite... materiale che ha infine alimentato la fondazione di un Museo, la cui sede del museo non poteva essere più adeguata: all'interno della Corte di Giarola, in un centro di trasformazione agroalimentare d'epoca medioevale, sede di un 'industria di trasformazione per i primi sessant'anni del '900. Chiude il percorso la cultura del Mondo del Pomodoro con pubblicità, citazioni, dipinti, sculture e ricette, fino ad arrivare al matrimonio con la pasta e la pizza. Museo del Pomodoro


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