Agricoltura
Il mondo ha diritto di avere un'agricoltura capace di sfamare tutti i suoi cittadini
Zaia: Un'agricoltura libera da speculazioni
La lettera del Ministro per il direttore del Corriere della Sera
Pubblicato il 07/07/2009 alle 14:01

Caro direttore,
Il mondo ha diritto di avere un'agricoltura capace di sfamare tutti i suoi cittadini. Sono certo che un contributo al G8 dell'Aquila possa venire dal documento finale approvato al G8 Agricolo di Cison di Valmarino. In quel testo ribadiamo "la nostra determinazione a sconfiggere la fame e a garantire l'accesso ad alimenti salubri, sufficienti e nutrienti.
La priorità è la ristrutturazione di un'agricoltura che torni ad avere al centro i contadini e loro aziende. Dunque occorre "rafforzare il ruolo delle famiglie agricole e dei piccoli agricoltori e il loro accesso alla terra", riconoscendo come fondamentali "il ruolo delle donne, l'uguaglianza di genere e i giovani agricoltori". E' necessario concentrare l'attenzione su tutte le strategie da attuare e condividere per ridurre la povertà, aumentare la produzione mondiale e conseguire la sicurezza alimentare. Dovremo creare legami forti con le altre politiche, come quelle per lo sviluppo, la salute, le politiche economica, finanziaria e monetaria.
L'agricoltura di cui l'umanità ha bisogno deve conciliare la modernità con lo sviluppo sostenibile, uscendo da una logica assistenzialista. Ecco perché uno degli obiettivi contenuti nella Dichiarazione di Cison di Valmarino è quello di "aumentare gli investimenti pubblici e privati nell'agricoltura sostenibile, nello sviluppo rurale e nella protezione ambientale". Nel G8 Agricolo abbiamo affermato con una sola voce: la speculazione finanziaria deve togliere i suoi artigli dai prodotti agricoli. I cereali, e quanto si ricava dalla terra, appartengono ai cittadini della Terra e non alla speculazione internazionale. Per questo ci siamo impegnati a studiare meccanismi di monitoraggio che individuino i fattori che possono causare la volatilità e l'instabilità dei prezzi, e a intraprendere azioni che riducano gli sprechi lungo le filiere.
Il settore primario è stato trascurato, nella convinzione che la global! izzazion e e il mercato avrebbero risolto naturalmente ogni squilibrio. C'è bisogno, invece, di acquisire la coscienza che i prodotti della terra non sono una merce come un'altra. Da essi dipende la sopravvivenza dell'umanità.
Noi crediamo che sia possibile arrivare a un endorsment tra etica e governance del pianeta i cui pilastri siano quelli già sottoscritti dai grandi della Terra al G8 dell'agricoltura.
Affranchiamo, dunque, l'agricoltura da ogni logica speculativa. Quando Benedetto XVI parla di soluzioni tecniche che tengano conto dell'etica ci indica la strada del grande umanesimo cristiano
ma, in ultima analisi, l'unica strada percorribile per un mondo che si voglia definire civile.
Luca Zaia
Il mondo ha diritto di avere un'agricoltura capace di sfamare tutti i suoi cittadini. Sono certo che un contributo al G8 dell'Aquila possa venire dal documento finale approvato al G8 Agricolo di Cison di Valmarino. In quel testo ribadiamo "la nostra determinazione a sconfiggere la fame e a garantire l'accesso ad alimenti salubri, sufficienti e nutrienti.
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