Pomodoro

Gardini indispettito dal comportamento giudicato indebito e non accettabile

Industria alimentare: Il pomodoro pagato meno di quanto stabilito

"Il mancato rispetto dei contratti genera una reale distorsione della concorrenza. Le istituzioni vigilino sull'applicazione e sul rispetto dei contratti e delle norme"

Pubblicato il 19/08/2010 alle 15:39



Le cooperative aderenti a Fedagri-Confcooperative lamentano la grave situazione verificatasi al Sud e oggetto di pesanti denunce esposte nei giorni scorsi da parte delle organizzazioni professionali agricole e delle Organizzazioni dei produttori. Prendendo a pretesto discutibili problemi qualitativi del prodotto, le industrie aderenti ad ANICAV non rispettano i contratti sottoscritti pagando il pomodoro ai produttori agricoli, ancorché ritirato in quantità insufficienti, a prezzi notevolmente inferiori e addirittura concorrenziali con il pomodoro cinese, così come hanno sempre fatto quando il mondo agricolo è stato in difficoltà.

"Ci spiace - dichiara il Presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini - dover rilevare ancora una volta che questi fenomeni di mal costume, non nuovi, vengano usati come fenomeno competitivo e distorsivo del mercato. È di pochi giorni fa la sterile e inutile polemica inscenata da ANICAV e la richiesta nei tavoli istituzionali dell'azzeramento del regolamento della Commissione UE N°1580/07 (OCM ortofrutticoli) relativo alla VPC dei prodotti trasformati ortofrutticoli, norme comunitarie che mirano unicamente a rafforzare il ruolo economico ed il potere contrattuale delle Organizzazioni dei produttori sul mercato".

"Quella che si sta praticando oggi nelle campagne - prosegue Gardini - è la reale distorsione della concorrenza, frutto di comportamenti indebiti e non accettabili né dal punto di vista etico né tanto meno sotto il profilo economico".
Fedagri-Confcooperative richiede alle istituzioni di vigilare sull'applicazione e sul rispetto dei contratti e delle norme.

Confcooperative.it
Redazione Newsfood.com+WebTv

"Quella che si sta praticando oggi nelle campagne - prosegue Gardini - è la reale distorsione della concorrenza, frutto di comportamenti indebiti e non accettabili né dal punto di vista etico né tanto meno sotto il profilo economico". Fedagri-Confcooperative richiede alle istituzioni di vigilare sull'applicazione e sul rispetto dei contratti e delle norme.


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