Nuova PAC

Bruni, Cogeca, alla presidenza di turno danese: "Lavoriamo insieme per una PAC più orientata all'innovazione e meno ingessata da vincoli burocratici"

Riforma della PAC

Pubblicato il 20/03/2012 alle 10:45



In occasione dell'incontro svoltosi a Bruxelles con la presidenza di turno dell'UE a margine della sessione del Consiglio dei ministri agricoli, il presidente di Cogeca Paolo Bruni ha ribadito al ministro danese Mette Gjerskov alcune priorità condivise da agricoltori e cooperative europee nell'ambito della riforma della PAC.

"Se consideriamo che l'agricoltura europea contribuisce a garantire l'approvvigionamento alimentare e l'aumento della crescita e dell'occupazione assicurando al contempo la piena sostenibilità dell'attività con un costo inferiore all'1% della spesa pubblica complessiva dell'UE - ha esordito Bruni - possiamo affermare senza esitazioni che la politica agricola costituisce un eccellente investimento per i contribuenti europei"

"Per tali ragioni - ha proseguito Bruni - è assolutamente indispensabile assicurare anche in futuro alla PAC un'adeguata dotazione finanziaria e allo stesso tempo rendere il comparto agroalimentare più dinamico e innovativo, liberandolo da i troppi oneri amministrativi cui oggi è soggetto.

A tal proposito Copa-Cogeca accoglie con grande favore l'iniziativa Partenariato europeo per l'innovazione, auspicandone una rapida operatività e chiede che le organizzazioni agricole e cooperative diventino un partner centrale per la definizione dei principali obiettivi, ovvero la sfida della sicurezza alimentare in termini sia quantitativi che qualitativi e la maggiore autosufficienza europea in termini di disponibilità di foraggi e proteine vegetali "

"Per quanto concerne invece le misure di semplificazione - ha sottolineato il presidente di Cogeca - non possiamo nascondere le nostre perplessità sulle proposte della Commissione europea, che temiamo finiranno per comportare un aggravio delle pratiche burocratiche, che ormai hanno raggiunto un livello insostenibile. In particolare per quanto concerne le misure per il greening - la cui incidenza del 30% deve a nostro avviso essere ridotta - le consideriamo scarsamente efficienti a fini ambientali, eccessivamente rigide e tali da ridurre la capacità degli agricoltori di rispondere ai segnali del mercato; in alternativa a tali proposte, ha completato Bruni, proponiamo misure di crescita verde che presentino vantaggi per l'ambiente ma permettano anche di mantenere i livelli di capacità produttiva che l'aumento demografico ci imporrà nei prossimi anni"

"Sulle misure contenute nella proposta sullo sviluppo rurale - ha concluso Bruni - insistiamo sulla necessità di incentivare l'aggregazione dell'offerta e di mettere a punto misure efficaci per la gestione dei rischi in agricoltura: si tratta di due priorità assolute da perseguire con decisione per garantire maggiore redditività e stabilità alle aziende agricole e alle cooperative europee".


Redazione Newsfood.com+WebTv

"Se consideriamo che l'agricoltura europea contribuisce a garantire l'approvvigionamento alimentare e l'aumento della crescita e dell'occupazione assicurando al contempo la piena sostenibilità dell'attività con un costo inferiore all'1% della spesa pubblica complessiva dell'UE - ha esordito Bruni - possiamo affermare senza esitazioni che la politica agricola costituisce un eccellente investimento per i contribuenti europei" "Per tali ragioni - ha proseguito Bruni - è assolutamente indispensabile assicurare anche in futuro alla PAC un'adeguata dotazione finanziaria e allo stesso tempo rendere il comparto agroalimentare più dinamico e innovativo, liberandolo da i troppi oneri amministrativi cui oggi è soggetto.


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