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Dati sul mercato del falso da uno studio di Confesercenti
La crisi non esiste... per il mercato del falso
Ogni anno evasi 18 miliardi di euro di tasse, il 30% delle truffe è online
© ansa.it per NEWSFOOD.com - 27/11/2009
La filiera del falso occupa poco meno di 130 mila persone. Non solo: la contraffazione comporta anche perdite per il bilancio dello Stato in termini di mancate entrate fiscali per oltre 5 miliardi di euro fra imposte dirette ed indirette.
Il mercato della contraffazione movimenta in Italia un giro d'affari di 7,8 miliardi l'anno. Colpisce per il 60% il settore moda, ma si riesce a contraffare di tutto: cosmetici, apparecchi elettrici, medicinali, giocattoli, persino prodotti alimentari e fiori.
Quasi il 50% del fatturato dell'industria del 'taroccato' - evidenzia ancora lo studio della Confesercenti, in occasione di un'iniziativa a Pisa - è alimentata da prodotti d'abbigliamento e di moda (tessile, pelletteria, calzature), segue la pirateria musicale, audiovisiva e software, il resto da giocattoli (si stima che il 12% dei giocattoli in commercio siano contraffatti) che è, insieme ai farmaci, il settore maggiormente in crescita; infine componentistica e cosmetici.
A guidare la classifica regionale, con largo margine, è la Campania ma la produzione di merci contraffatte in Italia è concentrata per il 69% nelle Regioni del Sud. Vi è una geografia della produzione e commercializzazione del prodotti taroccati: Campania: cd, dvd, abbigliamento; Lombardia: componentistica elettronica e profumi; Veneto: occhiali e calzature; Marche e Toscana (Prato): pelletteria; Puglia: cd e giochi elettronici.
A favorire l'industria del falso vi è anche l'attitudine dei consumatori italiani che subiscono più di altri la fascinazione della 'griffe'. Il 70% acquista più o meno consapevolmente merce contraffatta giustificando la scelta per il prezzo. Due i principali canali di distribuzione: l'e-commerce, che offre elevate garanzie di anonimato alta capacità di transazione (il 30% dei prodotti venduti on line è taroccato); ma anche l'abusivismo commerciale con l'impiego di ambulanti extracomunitari.
Nel solo commercio, vi è la presenza di una media di 3 venditori abusivi per ogni mercato e il danno stimato per il settore di 1 miliardo di euro. Numeri importanti - evidenzia l' associazione guidata da Marco Venturi - di un fenomeno che non ha più le caratteristiche di marginalità sociale, ma è divenuto uno dei polmoni finanziari più importanti delle mafie italiane e straniere nel nostro Paese.
Il materiale contraffatto proveniente dai paesi orientali arriva in Europa attraverso i porti di Anversa, Rotterdam in Europa; Trieste, Bari, Livorno e Genova in Italia.
Due le novità nell'attività criminale della contraffazione: l'intreccio sempre più stretto tra organizzazioni mafiose nostrane, soprattutto camorra e 'ndrangheta con la criminalita' straniera e la capacità di occultare l'organizzazione e riciclare i denari con un meccanismo di 'scatole cinesi' attraverso società fittizie con sedi in Italia, intestate a nomi di fantasia o a nullatenenti e all'estero in paesi off-shore.
Le vie del falso: dal paese asiatico la merce arriva in primo luogo a Napoli, qui sui capi di abbigliamento vengono apposte le etichette contraffatte delle più importanti marche. La merce diventa "griffata" e vengono immagazzinate in centri di stoccaggio gestiti da affiliati all'organizzazione criminale, poi la merce è pronta ad essere immessa sul mercato.
Ansa.it per NEWSFOOD.com











