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Castagne

Sviluppo rurale

Castanea, la rete europea della castanocoltura

Nasce il percorso dei castagni per la promozione turistica ed economica del territorio

© ansa.it per NEWSFOOD.com - 09/10/2009

Firenze - Sull'Amiata, nei pressi di Arcidosso, a Castel Vaiolo, già nel 10/o secolo si tostavano le castagne per conservarle: erano molto più piccole di quelle che vengono consumate oggi, ma più grandi di tutte le altre ritrovate in altri contesti alto-medievali: è il ritrovamento più importante e più datato a livello europeo. E' una delle curiosità emerse a Firenze in occasione della presentazione, nella sede della Regione Toscana, di 'Castanea', la rete europea del castagno che raggruppa le associazioni di castanicoltori d'Europa, con l'obiettivo di sviluppare le attività economiche, culturali e turistiche legate all'albero del castagno.   

"I boschi di castagni - ha ricordato il presidente della Regione Claudio Martini - costituiscono ancora una fetta consistente dei boschi toscani, ne coprono circa il 15% e si parla della superficie boschiva più fitta di tutto il Paese in rapporto all'estensione territoriale: oltre 1 milione di ettari, il 50% del territorio". Martini, riferendosi ai castagneti e al loro ruolo per il mantenimento del paesaggio tipico e dell'ambiente, ha ricordato che "la giunta, attraverso il Programma forestale regionale, ha investito oltre 30 milioni di euro l'anno per la lotta agli incendi boschivi, la tutela idrogeologica e la difesa fitosanitaria; e nel Piano di sviluppo rurale - ha aggiunto - il 18% delle risorse complessive sono destinate a finanziare il settore forestale, cioé 140 milioni su 820 complessivi".

"Siamo riusciti di recente in sede europea - ha continuato il presidente - a far inserire il castagno tra le colture meritevoli di beneficiare delle indennità per le coltivazioni biologiche. Inoltre, con le modifiche in corso di approvazione da parte della Ue, è nostra intenzione destinare ulteriori 20 milioni alla prevenzione idrogeologica del territorio. Ma accanto a questo - ha concluso - intendiamo agganciare la coltivazione del castagno ai programmi sulla produzione di energia per le aree rurali, perché può interessare in particolar modo i residui delle potature e ripulitura dei castagneti".

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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