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Asshotel, la qualità è di casa nei piccoli e medi alberghi

Un indagine sottolinea come la qualità del servizio sia inversamente proporzionale alle dimensioni

© Turismoefinanza.it - 28/01/2010

"Piccolo è bello". È il messaggio lanciato al settore dall'Assemblea di Asshotel-Confesercenti, indetta il 25 gennaio a Roma per eleggere il nuovo gruppo dirigente dell'associazione.

A corroborarlo sono i risultati dell'indagine sulla "competitività delle PMI del turismo" realizzata dal Centro studi turistici di Firenze e presentata nel corso dell'assemblea. La qualità dei servizi offerti al turista sarebbe inversamente proporzionale alla dimensionalità dell'impresa, almeno in molti casi.


"In cima alla Top 25 Italia 2010 di Trip Advisor, la classifica dei 25 hotel preferiti dagli utenti europei del principale sito di intermediazione turistica del web" spiega infatti il Direttore del CST, Alessandro Tortelli "ci sono moltissime aziende con una capacità ricettiva compresa tra le 25 e le 70 camere".

Si tratta di quella fascia "media" di alberghi (13.500 nel 2008 secondo l'Istat) che, insieme alle 19.400 aziende ricettive con meno di 25 camere, rappresentano complessivamente il 96% dell'offerta italiana, per un totale di 1.715.144 posti letto.


"La dimensionalità ridotta di queste aziende" prosegue Tortelli "consente di sviluppare un rapporto più diretto col cliente, un'offerta meno standardizzata e più radicata nel territorio di competenza". Un mix che regalerebbe ai turisti soggiorni ritagliati "su misura", unici e autentici nelle modalità di accoglienza e più strettamente legati alle tipicità locali. Tutte "parole-chiave" del turismo del XXI°secolo, sempre più insofferente ai pacchetti già pronti per l'uso e a forme di intermediazione che releghino il viaggiatore troppo ai margini del processo di scelta e pianificazione della vacanza.


La crescita esponenziale della vendita diretta delle camere, specialmente sul web, ne è la conferma: secondo l'indagine CST, ben il 61% delle prenotazioni non passano più per agenzie di viaggio, tour operator o persino portali di intermediazione online. Sono sempre di più i clienti che contattano direttamente (offline e online) l'hotel, scelto dopo autonome ricerche effettuate per lo più sul web.


Ma se le PMI non cessano di rappresentare, oggi come ieri, l'asse portante del turismo, le politiche di settore - stigmatizzano in casa Confesercenti - non sembrano accorgersene. "Il rating di Basilea 2, come pure l'idea di mettere all'asta pubblica le concessioni demaniali" sottolinea infatti Claudio Albonetti, Presidente di Assoturismo-Confesercenti "favoriscono solo le grandi imprese".


Il Vice Presidente di Asshotel, Andrea Cordo, chiede "incentivi mirati per le PMI turistiche, specie per la riqualificazione delle microimprese che rappresentano grande parte del tessuto turistico italiano". Nel quadro generale di una riduzione al 5% dell'Iva turistica, andrebbero premiate con un credito d'imposta le aziende che investono nella promo-commercializzazione dell'offerta o in interventi destagionalizzanti.


E andrebbero tutelate dalle farraginosità della burocrazia le strutture ricettive più piccole, con l'introduzione della "certificazione unica", prosegue Corso, "un'autocertificazione che raccolga tutta una serie molto lunga di documenti richiesti per l'apertura dell'attività".


Piccolo, soprattutto, è "meno bello" quando ci si rivolge alle banche per ottenere un finanziamento: poco meno della metà dei fondi investiti dai titolari di alberghi a 1-2 stelle deriva infatti da risorse proprie, stando ai dati raccolti dal CST. Non è facile così investire in progetti di riammodernamento delle strutture o innovazione tecnologica, i "talloni d'Achille" delle PMI turistiche.


In cima alla classifica delle "limitazioni" percepite dagli imprenditori, però, non sono poi così tanto le banche. Svettano infatti le carenze infrastrutturali (per il 18,8% degli intervistati), seguite dall'assenza di strategie e politiche turistiche (13%) e dai costi - in primis energetici -, percepiti come elementi di freno per la competitività (13%).


È alle istituzioni che gli albergatori guardano a livello locale e nazionale: al Ministero ancora senza competenze precise e risorse proprie; e all'Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, a tutt'oggi in fase di commissariamento. "E' preoccupante la disarticolazione delle relazioni europee attivate dall'Enit in questi anni" ha sottolineato  Enzo Giammarino, Presidente di Ecotur. "La rete di delegazioni estere costruito dall'Agenzia è stato da sempre l'unico sistema che ha permesso alle PMI di arrivare su quei mercati, un supporto insostituibile".


Assoturismo-Confesercenti, insieme a Federturismo-Confindustria e Confturismo-Confcommercio, hanno già sollecitato, con una nota congiunta, il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, a ripristinare il Consiglio di Amministrazione di Enit-Agenzia nelle sue piene funzioni, dopo la riduzione del numero dei suoi membri, realizzata durante il commissariamento. Appello di cui però non si conosce ancora la risposta.


A conclusione dell'Assemblea, infine, l'elezione del nuovo Presidente di Asshotel: Filippo Donati, esperto di sostenibilità e promo-commercializzazione in ambito turistico. Un binomio di indiscussa centralità per il turismo in Europa, e quasi ancora tutto da scoprire qui da noi.

 

Giulia Tossici

Si Ringrazia Turismoefinanza.it per la gentile collaborazione


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