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Alimentazione

Gli italiani, il tempo e la tavola

Due ore al giorno per riscoprire il "gusto lento" della vita, anche a tavola

© INC-COMUNICAZIONE.it - 17/08/2007

Quali sono gli ingredienti ideali per una vita di qualità? Viaggi esotici? Benessere economico? Ai nostri connazionali basterebbero 2-3 ore al giorno da dedicare a se stessi e alle persone care. Per l'85% degli italiani, infatti, il Tempo conta più del denaro. A patto che lo si viva senza frenesia, per ritrovare il proprio equilibrio psicofisico nella vita di tutti i giorni. A rivelarlo un sondaggio dell'"Osservatorio Pasta Rummo sulla Lentezza"che mostra come 2 italiani su 3 vorrebbero imparare a prendere la vita con più calma e (ri)diventare padroni del proprio tempo. E la percentuale sale al 75% nel caso dei più stressati: dirigenti, professionisti e imprenditori. Ma la felicità è alla portata di tutti: una passeggiata in città, un pranzo in famiglia? anche in un piatto di pasta, per il 40% degli italiani il più "slow" tra gli alimenti.

Una volta popolo di santi, poeti e navigatori? adesso stressati e in balia di un mondo che gira troppo in fretta. Altro che dolce vita, pizza e mandolino: oggi le giornate degli italiani sono scandite da una personale - quanto vana - lotta con le lancette dell'orologio. Insomma, è il Tempo e le sue declinazioni tra gli estremi "slow living-fast living" il vero termometro della felicità e del benessere degli italiani. A rivelarlo l'Osservatorio Pasta Rummo sulla Lentezza, creato da Pasta Rummo Lenta Lavorazione, storica azienda beneventana che sul valore del tempo recuperato ha costruito una filosofia di vita e ha ideato, dopo 12 anni di ricerca, un esclusivo processo produttivo a Lenta lavorazione che esalta qualità e valore proteico della pasta. L'Osservatorio ha infatti commissionato a Teseo Research un sondaggio per conoscere il parere degli italiani su tempo, qualità della vita e lentezza. La filosofia "slow" è un lusso per pochi o un'esigenza di tutti?

Secondo l'inchiesta "Qualità della vita e filosofia della lentezza" - realizzata su un campione di 1000 italiani - per i nostri connazionali il Nirvana psico-fisico è dietro l'angolo. È una felicità legata al quotidiano, fatta di piccole cose di tutti i giorni che troppo spesso non siamo in grado di godere: i veri piaceri della vita sono infatti "a portata di mano, basta rendersene conto", pensa il 74 % del campione. Due italiani su tre sarebbero infatti disposti ad accantonare i sogni più difficili e distanti come la proverbiale "lunga vacanza nel luogo esotico dei propri sogni" in cambio di un'ora in più al giorno tutti i giorni, da dedicare a stessi e alle proprie passioni.

Emerge quindi il valore del tempo recuperato: per quasi 9 italiani su 10 più prezioso del denaro stesso? a patto di essere gestito correttamente e di essere dedicato almeno in parte alle cose e alle persone che realmente ci stanno a cuore. Solo il 32% dei nostri connazionali, infatti, lega la qualità della vita ad aspetti tangibili come il benessere economico e un buon lavoro professionalmente stimolante.

I PIÙ STRESSATI: DIRIGENTI, IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI
I piaceri del quotidiano sono però tanto vicini quanto spesso irraggiungibili. Colpa di uno stile di vita in cui ansia, stress, fretta e superficialità sono all'ordine del giorno, soprattutto nelle grandi città. Quasi la metà (44%) degli italiani che vivono in un grande comune da oltre 100 mila abitanti definisce la propria vita stressante o frenetica. Mentre solo 1 su 10 (12,5%) la giudica "tranquilla". Va un po' meglio in provincia, dove il 22,0% di coloro che vivono in piccole realtà provinciali (fino a 10 mila abitanti) dichiara di avere molto tempo da dedicare a se stesso.

Primi nella classifica dei più stressati, manco a dirlo, dirigenti, liberi professionisti e imprenditori, che nel 70% dei casi dichiarano di trovare difficoltà nel gestire i carichi di responsabilità e di vivere di fretta la propria giornata-tipo, manifestando disagio in rapporto alla capacità/possibilità di regolare il ritmo della propria vita. La percentuale scende al 56,% per operai, commessi e altri lavoratori dipendenti, al 50% per i lavoratori in proprio (commercianti, artigiani) e al 45% per quadri, impiegati, funzionari, insegnanti.

UN'ORA LIBERA IN PIÙ OGNI GIORNO TUTTI I GIORNI? ALL'INSEGNA DEL RITMO LENTO DELLA VITA
Come uscire da questa situazione? Gli italiani, evidenzia l'indagine dell'Osservatorio Rummo, hanno le idee abbastanza chiare in merito e misurano la qualità della vita in? 60 minuti slow. Oltre il 45% del campione, infatti, afferma che la quantità di tempo libero a disposizione nel corso di una giornata dovrebbe ammontare a 2-3 ore, a fronte delle 1-2 ore effettivamente a disposizione. Un'ora da passare in relax, indifferentemente in casa o all'aria aperta: davanti alla televisione o camminando per la città (entrambe in testa alle preferenze degli italiani con il 18%); a seguire un pranzo con i propri cari (14%), o un'ora a praticare il proprio sport preferito (13% delle preferenze).

Tuttavia, cambiare il proprio modo di vivere non è un'azione immediata. Piuttosto una continua ricerca, una nuova attitudine mentale, un modo diverso di affrontare il proprio quotidiano. Due italiani su tre (68%) vorrebbero imparare a prendere la vita con più calma, abbracciando la "filosofia della lentezza". E, non a caso, sono proprio i soggetti che si sono dichiarati più "stressati" ad avvertire e manifestare un più urgente bisogno di calma e una più impellente necessità di (ri)diventare padroni del proprio tempo. La percentuale di coloro che vorrebbero imparare a vivere con più calma secondo la filosofia dello "slow living" passa infatti al 76% per dirigenti, professionisti e imprenditori, mentre sfiora il 74% per operai, commessi e altri lavoratori dipendenti e per gli impiegati. Ed è particolarmente sentita soprattutto nella fascia d'età "critica", tra 35-55 anni (74% dei casi), quella in cui in genere si concentrano le scelte più significative nella vita privata quanto nel lavoro.

«Siamo nel pieno di una rivoluzione culturale, l'andare di fretta non solo viene riconosciuto come dannoso, ma non è nemmeno più di moda». È l'autorevole conferma in Bruno Contigiani, presidente dell'Associazione "L'arte del vivere con lentezza", promotore quest'anno della prima 'Giornata mondiale della Lentezza' e ideale "portabandiera" di tutti coloro che hanno scelto di assecondare il ritmo "lento" della vita. «Oggi, continua Contigiani, sono in atto importanti cambiamenti nei modelli di comportamento, basati sull'essere più collettivi e sulla collaborazione. Il rallentare ci pone al centro di questa tendenza, ma vuol dire soprattutto saper gustare la vita, attimo per attimo, riscoprendo momenti e gesti di familiare quotidianità che ci accompagnano in tutta la nostra giornata. Al bar davanti ad un caffè sorseggiato e non ingoiato o a tavola dove riscoprire i riti e la cura dei particolari che possono rendere un piatto di pasta al pomodoro un pranzo a cinque stelle, oppure nelle scelte più impegnative, decidendoci, magari, a lasciare un lavoro che non ci piace per uno meno remunerativo, ma più libero e creativo. Sono questi i cambiamenti che possiamo realizzare senza aspettare che tutto cambi attorno a noi, stare meglio si può.»

Un "elogio della lentezza" a cui gli italiani rispondono con entusiasmo, indicando una serie di accorgimenti pratici da scegliere in base alla fantasia e alla sensibilità di ciascuno per vivere fin da subito una vita "slow". Tra questi, "evitare di fare più cose contemporaneamente" (18% delle indicazioni totali), "andare a piedi o in bicicletta invece di prendere la macchina" (15%), praticare un'ora al giorno di un'attività fisica slow, come yoga, pilates (13%), dedicare tempo a bambini, anziani, famiglia (12,3%). E perché no, per il 10% degli italiani anche mangiare con calma un buon pasto, assaporandolo boccone per boccone può essere una via verso la lentezza.

VIVERE CON LENTEZZA ANCHE A TAVOLA: È LA PASTA IL CIBO SLOW DEGLI ITALIANI
Un dato, quest'ultimo, ancora più significativo se si considera che il mangiare è tra gli aspetti pratici del quotidiano più penalizzati dal "fast living": il 40,3% degli abitanti dei grandi comuni è solito pranzare in meno di 20 minuti, spesso fuori casa e in piedi, da soli (14,6%) o con i colleghi di lavoro (18,8%). A maggior ragione in Italia, dove l'aspetto sociale, conviviale dello stare a tavola è importante quanto il cibo, spesso di più. Tanto che per il 14% degli italiani pranzare in famiglia è una delle attività quotidiane che meriterebbero più tempo per essere godute pienamente.

Ma proprio la grande tradizione culinaria italiana potrebbe giungere in soccorso degli italiani: alla domanda sul legame tra cibo e "slow living", gli italiani pensano che sia particolarmente in linea con la "filosofia della lentezza" un'attenta riscoperta dei piatti tradizionali (34%), ma anche sperimentare il gusto di un piatto mai assaggiato (25%), o, più semplicemente, dilettarsi tra i fornelli, sperimentando in modo nuovo qualcosa di semplice e quotidiano" (23%).

Una curiosità: la palma di alimento slow per eccellenza non poteva che andare all'alimento simbolo della cucina - e della convivialità italiana: la pasta (40%). e che stacca in questa speciale classifica pesce (34%), verdura (33%), frutta (32%) e perfino i dolci, con il 9,5% delle preferenze.
Del resto, per noi italiani la pasta non si tocca: sarà perché riunisce in sé la gratificazione di un piccolo piacere quotidiano, pratico, leggero e ideale dal punto di vista nutrizionale. Ben venga, allora, cucinarsi un semplice piatto di pasta con un buon sugo? senza scordare, però, che la fretta è cattiva consigliera in cucina come nella vita. E che se la pasta è a lenta lavorazione è ancora più buona!

Per info:
Ufficio stampa INC - ISTITUTO NAZIONALE PER LA COMUNICAZIONE
Matteo de Angelis tel: 06.44160834 - cell: 334.6788708
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