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Pesca illegale
Oceana denuncia l'importazione in Spagna dei tonni Alalunghe del nord catturate in Italia con reti derivanti illegali
Un'impresa di Piombino (Livorno) è responsabile per esportazioni di queste specie ittiche verso la Spagna
© OCEANA.org - 02/07/2009
L'organizzazione internazionale per la conservazione marina chiede che queste catture siano sequestrate, sia perché sono state realizzate con un attrezzo da pesca che rappresenta una minaccia per la conservazione della biodiversità marina, sia perché sono una concorrenza sleale per il settore ittico basco. Oceana ha scoperto, in diverse localita´ dei paesi baschi che i tonni alalunga di origine italiana riportano segni che dimostrano che sono stati catturati con reti derivanti illegali.
Nel 2008, le importazioni di tonni alalunghe del nord (Thunnus allunga) provenienti dall'Italia verso la Spagna ammontavano a 965 tonnellate di prodotti freschi e congelati (per un valore pari a quasi 3 milioni di euro secondo i dati delle Camere di Commercio), destinate soprattutto all'industria conserviera. Xavier Pastor, Direttore Esecutivo di Oceana in Europa ha dichiarato: "Non solo in Italia si continua a catturare specie pelagiche, come i tonni alalughe, con reti derivanti, ma queste specie vengono anche commercializzate in altri paesi, facendo concorrenza alle alalunghe catturate in modo sostenibile con attrezzi autorizzati. Le autorità italiane devono garantire un controllo effettivo non solo sull'uso di reti derivanti, ma anche su tutta la catena di distribuzione delle sue catture".
Tonno alalunga (Thunnus alalunga) catturato con palangaro.© OCEANA Alalunghe (T. alalunga) catturate con reti derivanti italiane e importate in Spagna. Maggio 2009. Alalunghe catturate con reti derivanti e importate in Spagna. Giugno 2007. ©OCEANA Partita di alalunghe provenienti dall'Italia e importate in Spagna. ©OCEANA Le reti derivanti sono attrezzi da pesca vietati dall'Unione Europea fin dal 2002 perché costituiscono una minaccia per la conservazione di cetacei, tartarughe e squali. La flotta italiana, nonostante il divieto e le ingenti sovvenzioni pubbliche percepite per la riconversione ad altri attrezzi da pesca, continua ad utilizzare questo attrezzo da pesca illegale, e Oceana sta denunciando questi fatti fin dal 2005. Nel 2007 le catture dichiarate di tonni alalunghe (Thunnus alalunga) in Italia ammontavano a 4.017 tonnellate, delle quali almeno il 23% è stato catturato con reti derivanti illegali.
Oceana è un'organizzazione internazionale che lavora per proteggere e recuperare gli oceani del mondo. La nostra équipe di ricercatori marini, economisti, avvocati ed altri collaboratori sta ottenendo cambiamenti specifici e concreti nella legislazione vigente, allo scopo di ridurre la contaminazione e prevenire il collasso irreversibile degli stock pescherecci, proteggere i mammiferi marini e altre forme di vita marina. Dispone di uffici in Europa - Madrid (Spagna) e Bruxelles (Belgio), negli Stati Uniti - Washington (DC), Juneau (Alaska), Los Angeles (CA), e in America del Sud - Santiago (Cile). Oltre 300.000 collaboratori e ciberattivisti in 150 paesi si sono già uniti a Oceana. Per ulteriori informazioni, visita http://www.oceana.org o scrivi a europe@oceana.org
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