Dieta Mediterranea

L'opinione del dottor Gianvincenzo Barba, nutrizionista, dell'l'Istituto di Scienze dell'Alimentazione del CNR

Cibi grassi, esotici e light. E la dieta mediterranea se ne va

L'incapacità di gestire la nuova situazione alimentare porta a mangiare male ed ammalarsi di più

Pubblicato il 29/08/2011 alle 16:37



Una volta esisteva la dieta mediterranea, stile alimentare che univa consumo di prodotti di stagione, rispetto delle tradizioni ed assunzione di cibi sani.

Una volta, appunto, perché ora, anche in Italia, la dieta mediterranea è sotto l'attacco di una coalizione che comprende merendine e golosità varie, cibi esotici e alimenti-medicine light.

A tracciare il poco positivo quadro, il dottor Gianvincenzo Barba, nutrizionista, dell'l'Istituto di Scienze dell'Alimentazione del CNR di Avellino.

Secondo il dottor Barba, il primo problema è l'incapacità dei consumatori di adattarsi al benessere.

Stregati dalla disponibilità economica, gli italiani comprano più cibo del necessario, dando molto spazio alla golosità e poco alla stagionalità e all'effetto sulla salute delle pietanze. Ne segue che crescono le porzioni, sia in quantità di cibo (+40%, dal dopoguerra) che di calorie: se ne assumono fino a 3000 calorie al dì. E la maggior parte di queste arrivano tramite junk food, ricchi di zuccheri e grassi, in grado di aumentare il pericolo di malattie e cardiovascolari.

Tra le varie categorie di persone, i bambini sono poi più vulnerabili: la grande scelta di snack e bibite zuccherate, la mollezza educativa dei genitori ("I bambini di oggi sono sempre più tiranni e vogliono scegliere cosa mangiare") ed i loro gusti li orientano verso piatti saporiti ma assai poco sani. Risultato, "Questi bambini finiranno per scordarsi la nostra tradizione gastronomica e saranno gli obesi e i malati di domani".

Poi, la globalizzazione alimentare. La caduta delle frontiere ed i flussi migratori portano in Italia tradizioni gastronomiche fino ad oggi aliene. Se questo ha dei lati positivi, come la sperimentazione e l'arricchimento del gusto, ne ha di negativi: ad esempio, il vecchio (ma buono) olio d'oliva viene trascurato in favore di altri grassi, meno light. Forse anche per questo, cresce l'incidenza di disturbi come diabete, ipertensione, infarto e ictus.

Infine, i cibi light.

Nonostante tutto, si fanno strada istanze di salute ed il desiderio della linea. Tuttavia, spesso si vuole raggiungere il traguardo senza fare la strada, evitando cioè di limitare le dosi o scegliere piatti meno calorici. La scorciatoia passa così per i cibi light, a metà tra l'alimentazione e la medicina, considerati in grado di mettere toppe dove serve.

Ma, sostiene il dottor Barba, la grande pubblicità non corrisponde ad un grande effetto: ad esempio, il dolcificante, che sostituisce lo zucchero, fa aumentare l'appetito ed in ultima analisi il totale di calorie assorbite.

Tenendo conto dei tre punti elencati, la previsione finale dell'esperto CNR è negativa: la dieta mediterranea sarà sempre meno diffusa, e di contro cresceranno le malattie da cattiva alimentazione. Ad esempio, "Basti pensare che entro il 2050 e' attesa in Italia una epidemia di diabete mellito che colpirà un italiano su tre".

Matteo Clerici

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La dieta mediterranea è sempre meno diffusa: al suo posto vanno forte altri stili alimentari, corresponsabili della crescita di obesità e malattie collegate. A sostenerlo, dottor Gianvincenzo Barba, nutrizionista, dell'l'Istituto di Scienze dell'Alimentazione del CNR di Avellino. Per lo scienziato, i tre più grandi pericoli per la dieta mediterranea sono tre: i cibi grassi, quelli esotici ed i cibi light. Riguardo ai primi, lo scienziato fa notare come il benessere economico abbia portato all'eccesso alimentare, che ha fatto crescere il numero di pasti, di porzioni ed il loro peso calorico. Inoltre, tra tutti gli alimenti vengono privilegiati gli junk food, golosi ma molto ricchi di grassi e zuccheri. Di conseguenze, sono aumenti i casi di obesità e malattie collegate. I cibi esotici sono conseguenza dei flussi migratori e della caduta delle frontiere. Per quanto non pericoloso in sé, l'esotismo alimentare favorisce scivoloni: ad esempio, il vecchio (ma buono) olio d'oliva viene trascurato in favore di altri grassi, meno light. Per concludere, i cibi light. Essi vengono scelti poiché ritenuti capaci di curare la linea e far perdere peso con pochi (o nessun sacrificio) a tavola o nello stile di vita. Al contrario, per Barba tali prodotti hanno un effetto limitato, ed a volte contrario.


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