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Uno studio della Bbc contro la mitologia della zona delle sparizioni
Triangolo delle Bermude, addio mistero
Niente alieni o forze soprannaturali: all'origine delle scomparse, errori umani e difetti meccanici
© Matteo Clerici/NEWSFOOD.com - 15/09/2009
Geograficamente, la zona detta Triangolo delle Bermude è semplicemente un tratto di mare, 2.500.000 km2 circa, compreso tra la penisola della Florida, l'isola di Portorico e l'arcipelago delle Bermude.
Ma, a livello di fascinazione popolare, tale area è molto di più: il Triangolo delle Bermude è infatti considerato una zona misteriosa, teatro di numerose sparizioni inspiegabili di navi ed aerei.
Le leggende su questo tratto di mare sono nate nel '500; i primi navigatori europei (secondo alcuni, addirittura Cristoforo Colombo) riferivano di strani fenomeni meteorologici, avvistamenti di
animali misteriosi e malfunzionamento di bussole affidabili.
Da quel momento, il folklore della zona si è arricchito di storie di nebbie improvvise che bloccano il passaggio, strumenti elettronici che vanno in tilt e poi riprendono a funzionare ed
ovviamente velivoli e natanti, inghiottiti dal nulla e mai più ritrovate.
Ciò ha generato, una serie di ipotesi, da quelle di tipo geologico sulla presenza di metano a quelle legate alla presenza di alieni, che riterrebbero il Triangolo un loro territorio e distruggerebbero con Ufo eventuali invasori.
Secondo la BBC, invece le spiegazioni sono molto più prosaiche, legati ad una serie di motivi molto "terreni".
Gli esperti britannici hanno preso in esame la scomparsa di due veicoli commerciali, avvenuta a fine Anni Quaranta.
Innanzitutto, si focalizza l'attenzione sul tipo di aereo, in entrambi casi un Avro Tudor IV. Tale modello era così colpito da avarie e malfunzionamenti che i militari lo avevano
rifiutato, costringendo il governo a riciclarlo come aereo di linea.
Il primo caso riguarda così un Avro Tudor, partito dalla Gran Bretagna e diretto alle Azzorre, mai arrivato a destinazione e sparito in prossimità del Triangolo delle
Bermude.
Gli investigatori sottolineano come nei resoconti tecnici ci siano già annotazioni di guasti e cattiva qualità del mezzo. Tale situazione ha così costretto i piloti a perdere quota, facendo consumare più carburante del previsto e provocando un improvviso e drammatico arresto.
Il secondo caso descrive anch'esso la sparizione di un Avro Tudor, sempre nella zona calda.
Tale aereo era in condizioni eccellenti, e le carte non riportano traccia di guasti rilevanti. Secondo i ricercatori di Sua Maestà, il problema era perciò nell'architettura del velivolo. Gli Avro Tudor erano infatti sprovvisti di sistemi antincendio automatici: un eventuale combustione in volo (provocata da un' improvvisa esplosione a causa di una perdita di vapore idraulico venuta a contatto con il sistema di riscaldamento) non sarebbe stata rimediabile.
In entrambe le situazioni, poi, la Bbc fa notare come all'epoca il volo commerciale era agli inizi e si muoveva tra errori ed esperimenti.
La tratta Londra-Azzorre, poi, era il volo passeggeri senza sosta più lungo: normale che gli apparecchi, portati al limite, evidenziassero al massimo carenze e difetti.
Se poi la causa di tutto sia (come sostiene la BBC) una serie di difetti tecnici ed imprudenze umane o (come sostengono gli appassionati) l'ira di extraterrestri xenofobi, sta al pubblico decidere.












Mav il 15/09/2009 alle ore 11:26:20 ha scritto:
ha ha ha...questo non spiega niente, non è risolto alcun mistero, quando finisci il carburante non viaggi nel tempo, non entri in un tunnell spazio/temporale, qualcosa sotto c'è, dicono che il perimetro del triangolo si sta allargando. Per me questa teoria,dei guasti, è assolutamente inutile. Anche perchè i piloti hanno segnalato una foschia gialla mi pare.