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G8

Ogni anno 6 milioni di profughi ambientali fuggono dalle proprie terre

G8, Legambiente sul Clima: "Rimandare al 2050 vuol dire non affrontare il problema"

"Siamo di fronte a un'emergenza climatica rispetto alla quale non si può più aspettare"

© LEGAMBIENTE.eu - 09/07/2009

"Rimandare gli obiettivi della riduzione delle emissioni al 2050 vuol dire solo non affrontare il problema".

Così Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente ha commentato la bozza sul Clima del G8 de L'Aquila.

"Siamo di fronte a un'emergenza climatica, strettamente connessa a quella economica, rispetto alla quale non si può più aspettare. Come dimostrano i 6 milioni di profughi ambientali ogni anno in fuga dalle proprie terre per le conseguenze del surriscaldamento globale, il fenomeno dei cambiamenti climatici è in rapida accelerazione e la minaccia di impatti irreversibili è molto più concreta di quello che si immaginava appena due anni fa. Il tempo utile per evitare conseguenze catastrofiche sta dunque velocemente svanendo. Il 2050, una data secondo le fonti già messa in discussione da Cina e India, è assolutamente troppo lontana per la necessaria riduzione delle emissioni. Bisogna stabilire fin da ora obiettivi intermedi, in grado di arrestare il global warming. Proprio per questo il G8, già svuotato di potere dal G20, ha almeno l'obbligo di gettare le basi per un accordo globale vincolante che permetta di arrivare a Copenaghen con obiettivi chiari e improrogabili. Obiettivi che l'avvio decisamente tiepido di  questo G8, sembra purtroppo aver già mancato".

Tutto su: G8, L'Aquila, Legambiente, Ambiente, Clima, Cambiamenti climatici

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