OGM
Indagine on line divulgata al Salone del Naturale (SANA)
Coldiretti: «60% dice stop a biologico se contaminato da OGM (1 mld perdite)»
«Per salvare il biologico italiano dalle contaminazioni è necessario intervenire introducendo al più presto il marchio del biologico italiano»
Pubblicato il 17/09/2007 alle 00:00
Il 60 per cento è pronto a dire stop al biologico a tavola se sarà ammessa la contaminazione con organismi geneticamente modificati (Ogm) in percentuale dello 0,9 per cento senza indicazioni in etichetta, sulla base di quanto previsto dal Consiglio dei Ministri agricoli dell'Unione Europea lo scorso giugno. E' quanto emerge dall'indagine on line promossa dal sito www.coldiretti.it e divulgata al Salone del Naturale (SANA) dal Presidente della Coldiretti Sergio Marini in occasione del via alla consultazione nazionale sugli Ogm promossa dalla coalizione Italiaeuropa-liberi da Ogm con l'obiettivo di far esprimere sull'argomento ben tre milioni di cittadini entro due mesi.
Dal risultato dell'indagine descrittiva emerge peraltro - sottolinea la Coldiretti - che ben il 13 per cento diminuirà gli acquisti mentre solo il 14 per cento non cambierà le proprie abitudini e il 13 per cento dichiara invece che ne comprerà di piu'. Dal punto di vista economico tale risultato significa - continua la Coldiretti - una perdita stimata sul mercato nazionale pari ad oltre un miliardo di euro a seguito del crollo nei consumi di prodotti biologici. Si tratta di un risultato che - precisa la Coldiretti - evidenzia la netta contrarietà dei cittadini nei confronti delle contaminazioni da organismi geneticamente modificati (Ogm) che aumenta nei confronti di alimenti scelti e pagati con un differenziale di prezzo proprio perché garantiscono sicurezza e naturalità nel metodo di produzione.
Per salvare il biologico italiano dalle contaminazioni è necessario intervenire - sostiene la Coldiretti - introducendo al piu' presto il marchio del biologico italiano per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli al pari di quanto è già stato fatto da molti Paesi europei come Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda, Svezia e Danimarca. L'opposizione agli Ogm nel biologico è solo l'ultima delle battaglie che abbiamo condotto per impedire la contaminazione dell'agricoltura italiana - ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini - nel sottolineare che «siamo partiti forse in solitudine e oggi ci rendiamo conto che siamo moltissimi, con oltre 2.360 comuni che, su nostra iniziativa, hanno adottato delibere per tenere lontani gli organismi geneticamente modificati (OGM) dal proprio territorio».
Il progetto della Coalizione ItaliaEuropa Liberi da OGM parte infatti da lontano: sono trascorsi dieci anni da quando Coldiretti ha concretizzato il proprio impegno per dare una risposta chiara alle imprese e ai cittadini riguardo alle conseguenze negative dell'utilizzo di organismi geneticamente modificati. Voglio ad esempio ricordare - ha sottolineato Marini - che dopo la presenza accidentale di OGM in alcune partite di semi di mais seminate nel corso della campagna 2003 in Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna abbiamo imposto alle ditte sementiere il ritiro del prodotto contaminato per l'avvio alla distribuzione, ma soprattutto abbiamo messo in campo il progetto «semina sicura», chiedendo garanzie per l'assenza di contaminazioni.
Da allora tanti presidi davanti a Palazzo Chigi, al Parlamento, a Roma ma anche di fronte alla Commissione a Bruxelles per ottenere, come abbiamo ottenuto, - ha affermato Marini - la moratoria sull'impiego da OGM e regole migliori sulla tracciabilità e l'etichettatura degli OGM, opponendosi alla coesistenza. Oggi il problema della contaminazione ogm del biologico dimostra che la battaglia è ancora lunga, ma la Coldiretti intende rafforzare la propria azione che in questi anni ha portato a ottenere già 2.360 delibere di Comuni liberi da OGM.
Nel primo semestre del 2007 - riferisce la Coldiretti - sono aumentati del 9 per cento i consumi familiari di alimenti biologici con valori record per i prodotti per l'infanzia ( 47 per cento) e per riso e pasta ( 16 per cento), sulla base dei dati del panel Ismea - Ac Nielsen sui consumi domestici di prodotti biologici confezionati, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il settore dei prodotti biologici in Italia realizza un fatturato complessivo stimato pari a 1,5 miliardi di euro. L'Italia - conclude la Coldiretti - con quasi cinquantamila imprese agricole impegnate è prima in Europa e quinta nel mondo per superficie agricola dedicata al biologico, pari a 1.147.459 ettari, preceduta solo da Australia, Argentina, Cina e Stati Uniti che dispongono di maggiori superfici coltivate.
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