Tunguska

Una ricerca della Cornell University guidata dal professor Michael Kelley

Tunguska, il mistero è forse alla fine?

Per gli studiosi la causa sarebbe stata la caduta del cuore di ghiaccio di una cometa, in grado di sparire senza traccia e di sollevare la nuvola di polveri responsabile della luce innaturale registrata dai testimoni

Pubblicato il 06/07/2009 alle 06:31




Siberia centrale, 30 giugno 1908, 7.14 circa.

Un esplosione colpisce il territorio, distruggendo una zona di 2150 chilometri quadrati ed abbattendo circa 60 milioni di alberi.

L' energia sprigionata è tale da danneggiare seriamente la Ferrovia Transiberiana (distante circa 600 chilometri) e da generare un bagliore visibile agli abitanti di Londra.

Nasce così, la leggenda (ed il mistero) di Tunguska.

Da 101 anni gli studiosi di tutto il mondo cercano così di ricostruire quanto avvenuto.

In questo lasso di tempo sono state proposte diverse teorie: dalla caduta di un asteroide (la più accreditata) all'esplosione di un' enorme giacimento di metano, all' impatto di una nave spaziale aliena, fino al malfunzionamento di qualche super arma dell' epoca.

Ora, il mistero sembra essere stato risolto: a provocare il disastro di Tunguska sarebbe stato l' impatto con il cuore di ghiaccio di una cometa.

A dirlo, un gruppo di scienziati della Cornell University, di New York, guidati dal professor Michael Kelley, esperto in ingegneria aerospaziale.

Ecco come il team di Kelley ricostruisce gli avvenimenti: il cuore di una cometa colpì il terreno, sprigionando l'energia di 20 bombe il Hiroshima, e devastando la regione in un raggio di centinaia di chilometri.

Tale energia fece fondere il corpo celeste fatto di ghiaccio (facendo così sparire l' arma del delitto senza lasciare segni, cratere compreso) mentre nell' aria si sollevava una nuvola di polveri e vapori, in grado di rimanere sospesa per giorni e giorni, fornendo illuminazione ad un terzo della Terra, tramite rifrazione della luce solare.

A tal proposito, gli esperti fanno notare solo in tempi recenti si è iniziato a comprendere la vera portata dell' avvenimento.

Catastrofi come l' eruzione del Vesuvio del 79 d.C. , il terremoto di San Francisco del 1908 o le inondazioni monsoniche in India spariscono al confronto di quanto successo a Tunguska quel giorno del 1908.

Se il corpo celeste, invece di una sperduta regione nordica, avesse colpito qualunque altra parte dell' Eurasia, la razza umana avrebbe seriamente rischiato l' estinzione.


Matteo Clerici


Tutto su: Astronomia, Russia, Calamità naturali, Matteo Clerici, Tunguska, Siberia, Cometa


Commenti

Segnala via e-mail






Commenti totali: 1

stefano gorini il 06/07/2009 alle 23:54 ha scritto:

L'avvenimento di Tungunka costituisce un paradosso proprio perchè considerando ogni probabile spiegazione logica: l'asteroide che impatta, la cometa che esplode ecc, non si riesce mai a dare una convincente spiegazione a tutte le particolari caratteristiche dell'avvenimento. Il problema infatti è che l'esplosione non è avvenuta a causa dell'impatto di un corpo con il suolo ma ad una altezza di circa nove mila metri. Non è infatti mai stato trovato alcun cratere a dimostrare la teoria dell'asteroide, mentre l'orientamento degli alberi abbattuti dallo spostamento d'aria dell'esplosione mostrano addirittura che gli epicentri sono due. Inoltre la teoria, tutt'altro che nuova, della cometa con un nucleo di ghiaccio non trova riscontro semplicemente perchè non si riesce a dimostrare come una gigantesca palla di neve intergalattica possa semplicemente esplodere come una bomba nucleare.


Commenti totali: 1


Testata giornalistica - n. 638 del 23/02/2010 - Registro stampa Trib. Alessandria - Direttore responsabile: Giuseppe Danielli © 2005 Editrice Taro - P.IVA 01873460065 - 15100 Alessandria [Contatti]