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Alimentare
Mozzarella di bufala campana: più qualità, maggiori controlli, prezzi adeguati, sostegni al settore, promozione
Un ruolo più incisivo per gli allevatori
© Redazione NEWSFOOD.com - 26/01/2010
Miglioramento della qualità delle produzioni; definizione del prezzo del latte; interventi a sostegno del comparto; Piano di promozione delle produzioni. Sono queste le quattro priorità indicate dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori durante l'audizione alla Commissione Agricoltura della Camera sulla situazione del comparto della mozzarella di bufala campana Dop.
Per la Cia è indispensabile che vengano intensificati i controlli sulla qualità della produzione commercializzata, con il marchio Dop o senza, al fine di evitare la perdita di immagine della Dop stesso, già fortemente danneggiata in questi ultimi anni, garantendo il rilancio del prodotto mozzarella su basi altamente qualitative.
Le garanzie di rilancio del prodotto e la possibilità di stimolare nuovi investimenti nel comparto da parte degli agricoltori, così duramente colpiti in questi anni, può poggiare le basi su una produzione altamente qualificata che - ha ribadito la Cia - mira a mercati anche esteri e che ha alla base controlli che garantiscono come è prodotta, da dove proviene il latte e che è rispettato il disciplinare in caso di prodotto Dop.
Per la Cia, il mercato del latte di bufala non può vivere nell'anarchia totale. E' indispensabile un controllo con la definizione di un'intesa interprofessionale che possa garantire tutti gli attori della filiera. La disponibilità sul mercato di latte a prezzo estremamente basso deve essere impedita e perseguita, smascherando le stesse pratiche discutibili ed anche illegali che, comunque, mettono a dura prova le possibilità di tracciare il prodotto.
Gli allevatori, d'altra parte, si sono sempre dichiarati disponibili all'introduzione di parametri di qualità, ma non possono rinunciare - ha sottolineato la Cia durante l'audizione - alla struttura del contratto che individua il doppio prezzo di otto mesi estivi e quattro invernali.
Le scelte e gli eventi degli ultimi anni hanno progressivamente svalutato la mozzarella di bufala campana. Basti dire che - ha aggiunto la Cia - importanti aziende trasformatrici impegnate nel comparto, dovendo pubblicizzare il proprio prodotto, non puntano sul marchio Dop, ma su quello generico. Fare promozione senza definire prima un nuovo Piano dei controlli di qualità del prodotto a denominazione potrebbe risultare un grave errore.
La lenta ma costante ripresa delle vendite di mozzarella in questi mesi ha dimostrato che - ha rimarcato la Cia - il prodotto è ancora vitale, nonostante lo scadimento della qualità generale per diffuse pratiche produttive non compatibili con la Dop.
Un'ultima ma non irrilevante esigenza è quella - ha concluso la Cia - di pervenire alla definizione di un nuovo regolamento del voto interno al Consorzio di Tutela che possa garantire a pieno gli allevatori assicurando agli stessi adeguata rappresentanza.












Pasquale Ricciardone il 26/01/2010 alle ore 22:24:28 ha scritto:
E' vero quanto affermato, ma non basta. Lo stato, o chi per esso, dovrebbe intervenire a tutti i livelli. Se esiste il DOP deve esistere una filiera, come per gli altri formaggi. Partendo dai foraggi a finire con la commercializzazione. Ci vorrebbe un protocollo di produzione che specifichi cosa si produce, con cosa e dove si vende e come ci arriva. I veri allevatori sono sul lastrico, molti caseifici sono taglieggiati dai grossisti, il denaro impiega molti mesi prima di rientrare nelle tasche degli allevatori e dei trasformatori. Oggi che le banche stanno stringendo la cinghia del credito è veramente difficile tirare avanti e quelli che fanno danni oggi distruggono una economia regionale mettendo un settore ricco in ginocchio e con esso tutto l'indotto. Le responsabilità sono dappertutto, ma principalmente nelle istituzioni provinciali, regionali e nazionali. In giro per il mondo ho visto commercializzare, con il nome mozzarella, prodotti orribili fatti in paesi che non conoscono nemmeno il latte, solo perchè si chiama mozzarella e induce a credere che si tratti di morrarella di bufala. Ma questo non interessa a nessuno.