Vinitaly
"Vino, Web e Social Network: opportunità e responsabilità"
Web 2.0: Vino e Social Network, interessante il convegno a Vinitaly 2010
Una riflessione sul mondo del Web e delle sue regole per il nuovo modo di comunicare tra consumatore e produttore
Pubblicato il 12/04/2010 alle 14:04

Internet e i vari social network quali i blog, twitter, facebook, ma anche youtube sono il nuovo strumento di comunicazione che può permettere anche ai piccoli produttori vitivinicoli di entrare direttamente in contatto con i consumatori, per farsi conoscere ma anche per "conversare" in tempo reale dei loro gusti e delle tendenze in atto senza intermediazioni.
Dall'altra parte, i consumatori per la prima volta possono scegliere e scambiarsi opinioni direttamente, tanto che ormai l'80% delle persone si informa su internet prima di fare un acquisto importante e il 70% confronta i prezzi sulla rete.
Si tratta di un nuovo modo di fare marketing, a prezzi accessibili e con attività mirate e facilmente verificabili nei risultati che permettono di ottimizzare le risorse, pur andando a colpire puntualmente il singolo potenziale cliente. Molto si basa sul passaparola, e questo dà al consumatore un potere mai avuto prima.
Che lo strumento di internet abbia enormi potenzialità per il settore enologico lo dimostra il fatto che il vino compare in quasi il 2% delle conversazioni in rete che si svolgono nelle principali lingue europee, per un totale di 105 mila conversazioni ogni giorno.
Ma a chi non la conosce la rete fa paura, e anche tra gli operatori dell'informazione c'è forte la preoccupazione che, essendo alla portata di tutti, i blog e i social network possano diventare strumento per decidere anche la cattiva sorte di un'azienda, attraverso la diffusione di false informazioni.
Al controllo e alle regole imposte, però, tra chi utilizza la rete prevale l'idea che sia meglio l'autocontrollo, da raggiungere magari attraverso un codice etico condiviso, ferma restando la capacità, già dimostrata dalla rete, di scoprire e subito isolare chi sbaglia o chi non si dimostra credibile.
Il confronto sul tema è agli inizi, da Vinitaly sono state lanciate, grazie anche alla presenza tra i relatori di Gianluca Amadori, presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto, le prime idee per trovare un punto di sintesi che porti il mondo del vino a fidarsi di internet.
Ma già da ora il messaggio è che non bisogna avere paura della rete e che è importante iniziare a percorrere le nuove strade del marketing. Lo dicono gli analisti dei media
(tra i relatori del convegno Enrico Grazzini del Corriere della Sera) e i blogger (Filippo Ronco di TigullioVino e Vinix e Giampiero Nadali di Aristide Blog), ma anche dalle cantine che la
stanno utilizzando con profitto in termini di immagine (Francesco Zonin con l'esperienza di My Feudo tra i relatori e Lorenzo Biscontin di Santa Margherita tra il pubblico).
Vinitaly.com
Redazione Newsfood.com+WebTV
Ma a chi non la conosce la rete fa paura, e anche tra gli operatori dell'informazione c'è forte la preoccupazione che, essendo alla portata di tutti, i blog e i social network possano diventare strumento per decidere anche la cattiva sorte di un'azienda, attraverso la diffusione di false informazioni. Al controllo e alle regole imposte, però, tra chi utilizza la rete prevale l'idea che sia meglio l'autocontrollo, da raggiungere magari attraverso un codice etico condiviso, ferma restando la capacità, già dimostrata dalla rete, di scoprire e subito isolare chi sbaglia o chi non si dimostra credibile.
Tutto su: Consumatori, Marketing, Vinitaly, WEB, Convegno, Produttori, Social Network
Commenti
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Devo dire la verità che su questo argomento mancavano i casi dove questa tecnologia ha fatto successo, cioè cambiato la vita di una azienda. Se ne è parlato molto in questi giorni, di tentativi, ho visto il ClubDegustatori, ho visto il blog di Zonin, ho visto i 20000 di Facebook al gruppo Vinitaly, ma cambiano la vita o no?
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